In casa rossonera è ancora il solito caos: Furlani sotto assedio, Tare già in bilico

In casa rossonera è ancora il solito caos: Furlani sotto assedio, Tare già in bilico
© foto di Giuseppe Cottini
Oggi alle 10:00Primo Piano
di Lorenzo De Angelis

"E siamo ancora qua" canterebbe Vasco Rossi. A un anno di distanza, mentre il Milan si gioca sul campo l'ultimo obiettivo rimasto della stagione, ovvero il piazzamento alla prossima Champions League, negli uffici di via Aldo Rossi tornando a impazzare le schermaglie dirigenziali per occupare le caselle più importanti. Cambiano i nomi, ma il copione sembra restare lo stesso. 

Furlani sotto assedio

Non è al sicuro nemmeno la poltrona più ambitam quella dell'amministratore delegato Giorgio Furlani, indicato da una larga parte del tifo rossonero come il principale responsabile degli ultimi anni negativi. Il malcontento ha assuto ormai dimensioni evidenti: la petizione social lanciata dai tifosi per chiederne le dimissioni ha superato questa mattina quota 43mila firme, circa 7mila in più rispetto ai circa 35mila abbonamenti sottoscritti dal club in questa stagione. Un dato simbolico ma molto eloquente sul livello di frattura tra ambiente e società. Se Furlani dovesse essere confermato, soprattutto per ragioni di bilancio, il cambiamento potrebbe riguardare la figura del direttore sportivo. 

Tare già in bilico

Dopo una sola stagione, infatti, l'avventura milanista di Igli Tare potrebbe già essere al capolinea, soprattutto per un feeling mai realmente nato con il resto del management, non certo per colpe esclusivamente sue. Al suo posto potrebbe arrivare Tony D'Amico, vecchio pallino proprio di Furlani e ormaai in uscita dall'Atalanta, dove è atteso Cristiano Giuntoli. D'Amico, in caso di addio di Massimiliano Allegri, il cuo futuro dipenderà ovviamente dalla qualificazione in Champions League ma anche dalla permanenza dell'organigramma di Furlani, potrebbe proporre Vincenzo Italiano, oggi al Bologa e cercato un anno fa. E siamo ancora qua, appunto.