INZAGHI: "Sto bene. Il futuro? Saprò capire quando smettere"

INZAGHI: "Sto bene. Il futuro? Saprò capire quando smettere"MilanNews.it
© foto di Giacomo Morini
martedì 5 maggio 2009, 15:41Primo Piano
di Antonio Vitiello

Filippo Inzaghi a Piacenza, al centro dei suoi ricordi. Il Tour Coppa del Mondo per Nazioni, arrivata apposta per lui, fa tappa in città. La sua città. Eccolo: "E' una emozione unica. Ringrazio la mia città per questo stand meraviglioso. Ricordo che nel 2006 rientravo da un infortunio e dovetti fare molto ben nel Milan per conquistarmi un posto nelle convocazioni per la Germania. Nel gruppo azzurro eravamo tutti amici e trovai anche il modo, in venti minuti, di fare gol alla Repubblica Ceca in una partita decisiva. Poi, dopo essere diventato campione del Mondo per Nazioni, lo sono diventato, dopo la Champions League e il Mondiale in Giappone, anche a livello di Club. Oggi? Sono molto felice. Le ultime due annate, sia per numero di partite giocate che per numero di gol, sono state forse le migliori della mia carriera. Giocare nel Milan ti aiuta. Anche se gli anni passano, l'amore per il lavoro e per il sacrificio ripagano sempre. A Milanello non c'è un'aria particolare, c'è semplicemente voglia di fare. Ho letto stamattina su un giornale che negli altri campionati gli attaccanti più vecchi hanno quattro anni meno di me. Ecco, io ne ho quattro in più ma mi sento davvero molto bene".

Ancora Superpippo: "Qui in questo stand c'è la foto del mio primo trofeo da capo-cannoniere, nei Giovanissimi del Piacenza. Io posso dire di vivere il calcio oggi, come lo vivevo a 15 anni. In ogni caso è la targa del Man of the Match ad Atene che mi terrò stretta per tutta la vita. Quando sei bambino la cosa che sogni è di essere decisivo in una Finale di Champions League, e a me è successo. Il futuro? Un calciatore deve smettere nel momento giusto. Sono il primo a sapere che quello che ho fatto merita rispetto e che se arriverà il giorno in cui non tengo il passo degli altri, dovrò essere io a dire basta senza farmelo dire dagli altri. Non aspetterò quel momento. Ma adesso io mi sento meglio che in stagioni precedenti, quindi penso e spero di poter giocare ancora per qualche anno al massimo della condizione. Devo dire che società come Piacenza, Atalanta, Parma, mi chiamano sempre, mi fanno sentire importante. Probabilmente hanno apprezzato anche l'uomo, non solo il giocatore. Ma con tutto quello che c'è stato fra me e la maglia rossonera, penso sia giusto che io finisca la carriera nel Milan. Domenica? Partita molto difficile, con la Juventus sarà dura".