Kakà a MilanTv: "Il 2007 è stato l'anno più bello della mia carriera. Il mix tra giovani e esperti del Milan mi piace molto"

22.11.2021 16:00 di Pietro Andrigo Twitter:    vedi letture
Kakà a MilanTv: "Il 2007 è stato l'anno più bello della mia carriera. Il mix tra giovani e esperti del Milan mi piace molto"
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Intervenuto ai microfoni di MilanTv, Ricardo Kakà ha parlato del suo passato rossonero in Champions e del Milan attuale. Queste le sue parole:

Sui più bei ricordi in campo europeo.

"I ricordi di Champions? La musica, la gente allo stadio, la partita, tutto quello che era l'atmosfera di giocare una partita di Champions me la ricordo".

Sul suo gol con il Bruges e un'altra rete indimenticabile.

"Ricordo bene quel gol alla fine della partita, con il grande cross di Cafù e il mio tiro al volo. La maniera in cui ho fatto gol che poi è diventata il mio segno distintivo. Indimenticabile. E' molto di più di quello che avevo sognato. Il primo gol in assoluto con il Milan nel derby, poi il gol in Champions in questa maniera... non avrei mai pensato che mi potessero accadere cose simili".

Sulla finale persa a Liverpool e gli anni successivi.

 "E' stata una delle finali più belle di Champions. Purtroppo l'abbiamo persa noi. Non vincere per me è stata una cosa molto dura perchè sapevo già quanto sarebbe stato difficile ritornare a giocare una finale di Champions League.Quella sconfitta è stata durissima ma mi ha fatto crescere tantissimo sia a livello umano sia a livello professionale. C'era sempre il dubbio che potessi raggiungere un'altra finale di Champions, che potessi vincere questa coppa. L'anno dopo abbiamo perso in semifinale contro il Barcellona. Posso dire che quei due anni sono stati veramente molto difficili e pieni di dubbi. E' stato un mix di emozioni bellissime conclusa con la vittoria di Atene".

Sulla vittoria in Champions League nel 2007.

"Il 2007 è stato l'anno più bello della mia carriera a livello di risultati sia collettivi che personali. Il mio obbiettivo non era essere capocannoniere. Nel 2006 Sheva è andato via e quindi Ancelotti mi ha cambiato un po' il ruolo: ero diventato una seconda punta, facendomi giocare vicino a Inzaghi e divento il capocannoniere della Champions League. Per me è bellissimo perchè so le difficoltà di raggiungere questo risultato".

Sulla semifinale contro il Manchester United.

"Quella semifinale è stata veramente speciale. Fare due gol all'Old Trafford e non vincere quella partita dimostra come sia difficile la Champions League. Sicuramente il mio è stato uno dei gol più belli della mia carriera. Un gol molto speciale.Non aver chiuso il discorso all'andata ci ha dato ancora più carica al ritorno a San Siro. Sapevamo che era possibile, giocavamo contro una squadra molto forte con tanti talenti individuali, ma eravamo fiduciosi. Come si dice in Italia è stata una partita perfetta per tutti i milanisti".

Sulla finale del 2007 ad Atene.

 "La finale è sempre una partita sempre molto delicata, con tante emozioni. Avevamo il dubbio del 2005 e la paura che potessimo perdere ancora con lo stesso avversario. Quando abbiamo fatto gol abbiamo avuto una scarica di adrenalina, ma sapevamo che la gara non era finita lì. Poi c'è stato l'assist per il gol di Pippo: eravamo così stanchi che dopo il gol festeggiammo solo io e Inzaghi. Tutti avevano la voglia di vincere quella partita senza che succedessero le cose di Istanbul.. Poi c'è stato il gol di Kuyt e quindi di nuovo brividi, ma cinque minuti dopo il fischio finale e alla fine il Milan vince la Champions"

Sulla Champions League e le emozioni che suscita.

"Vincere la coppa è la parte finale, ma cosa più bella è giocare le partite, i gironi, giocare in trasferta. Avere questi ostacoli e riuscire a vincere. Quando hai la coppa in mano pensi "Ce l'ho fatta. Il mio nome adesso è nella storia del paese, del calcio".

Sul Milan attuale di Pioli

 "Era brutto non vedere il Milan in Champions League. Ora la cosa bella è che il club rossonero sta tornando ad essere protagonista sia in Europa e sia in Italia, ed è bello vedere il Milan in questa competizione e poter guardare le partite con lo stadio pieno. Mi piacciono i ragazzi che ci sono in squadra. Questa esperienza in Champions quest'anno è stata bella per questi ragazzi per capire cosa significhi giocare questa competizione. Mi piace il mix dell'esperienza con i giovani, perchè il nostro Milan era così e ci aiutavano capire che cosa significasse giocare certe partite. Per i giovani è molto difficile giocare contro club così prestigiosi in stadi importanti con i tifosi. Se non hai un supporto da parte dei più esperti diventa dura. Quest'anno è stato così. Speriamo che il Milan l'anno prossimo torni a giocare la Champions e sicuramente i risultati saranno differenti perchè hanno avuto già questa esperienza".

Su Ibrahimovic.

"E' bello vedere giocare questi campioni fino a 40 anni. Vederlo giocare ancora in Champions è veramente un piacere".

Sulla maglia del Milan.

 "E' ancora speciale indossare la maglia rossonera. Tutte le volte che la metto in casa è unico. E' unica la sensazione, sia quando la metto in campo per giocare e sia quando la indosso in casa. Giocare una partita di Champions con questa maglia è ancora più speciale e sapevo che dovevo fare una performance di grande livello perchè rappresentavo uno dei più grandi club al mondo".