La chiave di volta che non ti aspetti: Krunic, variante tattica che può cambiare il Milan

08.03.2021 16:05 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
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La chiave di volta che non ti aspetti: Krunic, variante tattica che può cambiare il Milan

La gemma su calcio piazzato, decisiva e pesantissima nel corso di un match comunque dominato dal Milan, ha impreziosito la prova (di alto livello) di un giocatore a lungo criticato, spesso per "colpe" non sue. Nel suo percorso in rossonero, Rade Krunic ha vagato in quasi tutte le zone di campo: da mezz'ala a centrocampista centrale, passando per esterno offensivo e infine trequartista. Nonostante le sue prestazioni non siano state sempre eccellenti, la scure della critica si è fin troppo scatenata sull'ex Empoli, tanto da tramutarlo quasi un capro espiatorio nei momenti di criticità.

LA MOSSA DI PIOLI - Krunic trequartista, in un momento in cui Calhanoglu è infortunato e Diaz non sembra del tutto incisivo, è stata la mossa "capolavoro" di Stefano Pioli. Bisogna sottolineare come il tecnico emiliano ci avesse provato anche contro l'Atalanta, provando ad utilizzare Meite in una maniera simile, ma è chiaro che il centrocampista francese abbia caratteristiche molto diverse rispetto al bosniaco. Quella volta andò male, ma al Bentegodi, in una gara che era descritta come una lenta salita sul patibolo, l'inserimento di Rade ha incastrato il gioco del Verona, permettendo quella superiorità numerica a centrocampo che è mancata più volte in questo 2021. Kessie ha giocato una gara monumentale, così come Meite ha disputato un'ottima gara, ma il fatto di avere un uomo di raccordo, capace di pressare, raddoppiare e garantire una certa apprensione alla retroguardia veneta, ha garantito maggior libertà e possibilità di espressione alla coppia mediana.

VARIANTE TATTICA - Non sappiamo cosa sarebbe successo con Krunic trequartista nelle partite "sbagliate" dai rossoneri nelle ultime settimane, ma la sensazione è che con lui in campo il Milan avrebbe di sicuro sofferto meno e recuperato più palloni in zona offensiva. È evidente come Calhanoglu, soprattutto in condizione, sia un giocatore di altra caratura rispetto al numero 33, eppure, in certe situazioni e contro determinati avversari, il bosniaco rappresenta una soluzione alternativa più che affidabile. La punizione vincente è stata solo la ciliegina sulla torta al Bentegodi, ma sarebbe riduttivo limitarsi a citare quel capolavoro, perché le lodi dovrebbero concentrarsi prima di tutto sulla prova tattica, chiave di un successo che sembrava impossibile ed è diventato quasi "facile", con tutte le virgolette possibili.