La famiglia Ellison raccontata da chi aveva anticipato il possibile interesse sul Milan un mese fa: chi sono, patrimonio e modus operandi
La famiglia Ellison è uno dei nomi più potenti della finanza e dell’intrattenimento globale. Ed è anche, da oltre quindici anni, uno dei partner strategici più importanti di RedBird Capital Partners. Per questo motivo l’idea di un loro coinvolgimento nell’AC Milan non rappresenterebbe un incontro casuale o improvvisato, ma il possibile sviluppo naturale di una relazione industriale e finanziaria costruita nel tempo: lo scrive sul suo substack l'avvocato Felice Raimondo, che già il 22 aprile aveva anticipato la notizia di questa mattina di Milano Finanza (clicca QUI).
FAMIGLIA ELLISON, PATRIMONIO E AFFARI
Al centro di questa storia c’è Larry Ellison, fondatore di Oracle Corporation e da decenni uno degli uomini più ricchi del mondo. Nel 2025 il valore delle sue partecipazioni ha raggiunto picchi superiori ai 390 miliardi di dollari, mentre nel 2026 il suo patrimonio si mantiene stabilmente oltre i 200 miliardi. Numeri che rendono l’eventuale acquisto del Milan un’operazione economicamente sostenibile senza particolari pressioni finanziarie: anche una valutazione da 3 o 4 miliardi rappresenterebbe una quota minima della sua ricchezza personale.
Ma il punto non è soltanto economico. Larry Ellison ha sempre mostrato interesse per lo sport come asset strategico e mediatico, racconta Raimondo. Possiede l’Indian Wells Tennis Garden in California, ha co-fondato la lega internazionale di vela SailGP e negli anni ha tentato più volte di entrare nella proprietà di franchigie NFL e NBA. Già nel 2016, inoltre, un consorzio collegato al suo family office era vicino all’acquisizione dell’Aston Villa, segnale evidente di un interesse concreto verso il calcio europeo. Accanto a Larry, però, il vero motore operativo della nuova fase della famiglia Ellison è il figlio David Ellison. A 43 anni, David guida Skydance Media, società diventata negli ultimi anni uno dei poli più influenti dell’intrattenimento americano. Nel 2025 Skydance ha completato la fusione con Paramount Global in un’operazione da circa 8 miliardi di dollari, sostenuta finanziariamente proprio da RedBird. Da quella fusione è nata Paramount Skydance Corporation, con David Ellison al comando.
FAMIGLIA ELLISON, IL POSSIBILE LEGAME CON REDBIRD ED IL MILAN
Questo passaggio, si legge sul substack dell'avvocato, è fondamentale per capire il possibile legame con il Milan. RedBird e la famiglia Ellison lavorano insieme da anni su operazioni enormi nel settore media, sport e intrattenimento. Il club rossonero potrebbe diventare uno degli asset centrali di questa strategia globale. L’esempio più evidente è arrivato l’8 dicembre 2025, quando Paramount Skydance ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto da oltre 108 miliardi di dollari su Warner Bros. Discovery. RedBird ne ha curato l’architettura finanziaria, mentre la famiglia Ellison ha garantito personalmente una parte enorme dell’equity dell’operazione. L’obiettivo era creare un colosso capace di controllare marchi come HBO, CNN, CBS, DC Comics e una quantità gigantesca di diritti sportivi internazionali. Ed è qui che il Milan può entrare nel quadro strategico. Attraverso CBS Sports, Paramount detiene già i diritti televisivi della UEFA Champions League e della Serie A negli Stati Uniti. In pratica, il principale broadcaster americano che trasmette il Milan appartiene già all’ecosistema industriale collegato agli Ellison. Se in futuro la fusione con Warner Bros. Discovery dovesse consolidarsi definitivamente, la famiglia arriverebbe a controllare anche TNT Sports e un portafoglio ancora più vasto di contenuti sportivi globali.
Per David Ellison, lo sport rappresenta infatti il carburante fondamentale della futura guerra dello streaming contro colossi come Netflix e The Walt Disney Company. E in questo contesto il Milan avrebbe un valore enorme: non soltanto come importante squadra di calcio, ma proprio come brand globale con centinaia di milioni di tifosi e un potenziale mediatico ancora inespresso.
FAMIGLIA ELLISON, LA VARIANTE DEL NUOVO STADIO
La vera variabile decisiva resta il nuovo stadio di San Siro. Il progetto condiviso tra Milan e Inter rappresenta il passaggio che può trasformare completamente il valore economico del club. Finché esistono rischi burocratici, autorizzativi e politici, il Milan resta un asset ancora in fase di sviluppo. Ma nel momento in cui il nuovo stadio sarà completato, o quando almeno il rischio progettuale sarà eliminato, il club potrebbe cambiare dimensione finanziaria. Con uno stadio moderno e ricavi strutturali più elevati, il Milan potrebbe superare una valutazione tra i 3 e i 4 miliardi di euro, entrando definitivamente nella categoria dei “trophy asset” del calcio mondiale, come accaduto recentemente ai grandi club inglesi. Ed è proprio in quel momento che la famiglia Ellison diventerebbe il compratore ideale.
Larry Ellison avrebbe la capacità di finanziare un’acquisizione totale senza dipendere da leva finanziaria aggressiva o da consorzi complicati. David Ellison, invece, porterebbe competenze decisive nel settore dei contenuti, dello streaming e dell’intrattenimento globale. Inoltre, il rapporto di fiducia costruito negli anni con Gerry Cardinale e RedBird renderebbe l’operazione molto più semplice rispetto a una normale trattativa di mercato.
FAMIGLIA ELLISON, TRE POSSIBILI SCENARI
Da qui emergono tre scenari possibili che Felice Raimondo espone con chiarezza:
Il primo è l’ingresso graduale come socio di minoranza. In questo caso gli Ellison potrebbero acquisire tra il 10% e il 25% del club attraverso Skydance Sports o il family office familiare. RedBird manterrebbe il controllo operativo, mentre la famiglia Ellison contribuirebbe al finanziamento delle prime fasi dello stadio e allo sviluppo mediatico del brand Milan. Sarebbe uno scenario centrato soprattutto sulla produzione di contenuti: documentari, serie sportive, accesso esclusivo al club e format internazionali destinati alle piattaforme streaming.
Il secondo scenario è quello più ambizioso: l’acquisizione totale o di maggioranza tra il 2029 e il 2030, una volta completato il nuovo stadio. In quel contesto RedBird, come tipico fondo di private equity, potrebbe decidere di monetizzare l’investimento dopo il proprio ciclo naturale di permanenza. E la famiglia Ellison avrebbe tutte le caratteristiche per diventare il successore ideale: enormi risorse finanziarie, esperienza nel settore media e una visione globale dell’intrattenimento sportivo.
Il terzo scenario, però, è quello del rallentamento o del disimpegno. Se il progetto stadio dovesse bloccarsi per anni tra ricorsi, burocrazia e tensioni politiche, gli Ellison potrebbero spostare il proprio interesse verso mercati più prevedibili come la Premier League o addirittura le leghe sportive americane. È un’ipotesi concreta, perché il modello operativo della Silicon Valley mal si adatta ai tempi lunghi e all’incertezza normativa italiana.
Ed è proprio questo il nodo centrale: il futuro del Milan, agli occhi della famiglia Ellison, dipende probabilmente meno dal valore sportivo del club e molto di più dalla capacità dell’Italia di trasformare il progetto San Siro in una realtà tangibile. Ora più che mai il futuro del club rossonero sembra dipendere dalla costruzione del nuovo impianto.

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