La mancata (ed osteggiata) esperienza che sta condannando il Milan. E lo scorso anno è stato fatto un mezzo miracolo...

La mancata (ed osteggiata) esperienza che sta condannando il Milan. E lo scorso anno è stato fatto un mezzo miracolo...MilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 1 ottobre 2019, 19:30Primo Piano
di Matteo Calcagni

La prestazione stratosferica di Franck Ribery a San Siro, ad annichilire un Milan con enormi problematiche, dimostra come l'esperienza e la classe, se dosate ed innescate, fanno sempre la differenza. Anche gli stessi Boban e Maldini, durante la prestazione della nuova stagione, non avevano escluso l'acquisto di calciatori con un certo bagaglio alle spalle, ma il mercato milanista si è spento nel lungo tira e molla per Correa, tirando il freno a mano per un mese intero fino allo scambio di prestiti Rebic-André Silva. Troppo poco per un club che, almeno a parole, mira (mirava?) alla qualificazione in Champions League.

NIENTE IBRA, NIENTE CHAMPIONS, NIENTE ESPERIENZA - Lo scorso inverno Leonardo lavorò assiduamente per provare a riportare Zlatan Ibrahimovic in rossonero. Il grande ritorno non si materializzò anche per il volere di Gazidis, ingaggiato (profumatamente) da Elliott per far quadrare i conti dopo annate da sprofondo rosso. Lo svedese non avrebbe di certo risolto tutti i problemi del Milan, ma è chiaro che questa politica, se protratta all'eccesso, non può certamente aiutare il Milan a tornare nell'Europa che conta. Gattuso non ci è riuscito per un solo punto, dopo aver probabilmente ottenuto il massimo da gran parte dei suoi calciatori. Quella squadra ha perso i pochi giocatori di esperienza che aveva, vedi Bakayoko, riempiendosi esclusivamente di giovanissimi senza una reale continuità tattica. Giampaolo lavorava col 4-3-1-2, non è arrivato un trequartista, nemmeno la seconda punta, ma alla fine è stato preso un esterno... Perché?

LE DIFFICOLTA' DI DIRIGENZA ED ALLENATORE - Aver puntato su Giampaolo, quindi ad un'idea di calcio di medio/lungo termine, per poi non soddisfare le sue esigenze tattiche è di per sé un paradosso. La situazione è stata palese a tutti dopo la sconfitta di Udine, quando il tecnico abruzzese ha "sconfessato" il lavoro di due mesi, dichiarando di dover cambiare la disposizione degli attaccanti per farli rendere al meglio. Ora la panchina è a rischio, ma l'allenatore di Giulianova, se l'esonero dovesse arrivare, avrebbe avuto veramente una possibilità? Quando si opera sul mercato con risorse limitate e vincoli anagrafici è complicatissimo mettere a segno operazioni di rilievo. Lo scorso anno, nonostante la sfortuna con Caldara e le bizze di Higuain, è stato fatto un mezzo miracolo. Questa estate probabilmente si è pensato più all'avvenire, soprattutto con gli acquisti di Leao e Bennacer, ma quale avvenire si può garantire ad una squadra senza reali possibilità di competere?