Milan, la stanchezza ed il logorio di una rosa che ha dato e vinto tutto
Nel post partita di Milan-Catania, mister Leonardo ha sottolineato a più riprese come non gli sia piaciuto l'atteggiamento della squadra nel primo tempo dove i rossoneri non sono praticamente scesi in campo concedendo ai rossoblù guidati in panchina da Sinisa Mihajlovic di andare, meritatamente, sullo 0 a 2 alla fine della prima frazione di gioco. La reazione che i rossoneri hanno messo in scena nel secondo tempo era il minimo sindacale che ci si potesse aspettare da una compagine che, nonostante tutto, è ancora in lotta per lo scudetto. Probabilmente, con un approccio diverso nel primo tempo, la partita contro gli etnei sarebbe cambiata ma sono ormai troppe le occasioni perse da questo Milan che, nonostante il cambio in pnchina, sembra essere ancora schivo della mentalità ancelottiana del possesso palla ad oltranza, incapace, senza Pato e con un Ronaldinho in giornata no, di imbastire un contropiede degno di tale nome.
La verità è che non ci sono ne gli uomini ne le gambe anche perchè la struttura dell'odierna rosa, che andrà a completare questa stagione che, probabilmente verrà etichettata come di transazione, annovera ancora molti reduci della Champions League vinta nel 2003. L'esperienza, in un grande club serve, ma è ormai dato oggettivo che questo Milan non corre o se corre, corre ad una velocità inferiore agli avversari. A giugno dovranno essere tratte delle conclusioni su cosa si vuole e si vorrà essere e si dovranno prendere delle decisioni, anche dolorose dal punto di vista affettivo, croce e delizia di questo club, per il bene del Milan.
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