Nel nome e ricordo del padre
Un cognome pesante, un ricordo, quello del papà, da onorare al meglio. Di Edoardo Pazzagli si è parlato fin troppo poco da quando è arrivato al Milan per precisa volontà della società rossonera. Ragazzo serio, umile e dall’alto tasso di professionalità, in campo e fuori. I compagni di squadra e di reparto soprattutto lo hanno accolto alla grande facendolo sentire subito parte di un gruppo in forte fase di ricostruzione ma ancora capace di far sentire a proprio agio chiunque varchi per la prima volta i cancelli di Milanello.
Abbiati, Amelia, Fiori e Landucci sono i suoi principali compagni di viaggio, il resto del gruppo a fare da splendido contorno a chi sa di avere un cognome importante da portare avanti con orgoglio visto che il papà Andrea, al Milan, ha scritto pagine importanti sollevando nel cielo di Tokyo la terza intercontinentale della storia rossonera, la seconda dell’epopea Sacchi. Nelle partite che fin qui ha disputato ha fatto vedere anche dei bei gesti dal punto di vista tecnico e atletico ma ha anche avuto la sfortuna di non giocare quasi mai con la difesa titolare davanti ed ha raccolto tre dei quattro gol subiti dal Milan in questa fase di pre campionato. Il ritorno di Gabriel dall’Olimpiade lo costringerà a emigrare verso una squadra nella quale giocare con continuità ma rivedere quel cognome sulla maglia del Milan, bisogna essere onesti, è davvero suggestivo.
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