Quando Dida andò in scadenza, rinnovò e vinse la Champions. Il peso dell'incertezza sull'armonia di un ambiente

28.04.2021 20:00 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
Quando Dida andò in scadenza, rinnovò e vinse la Champions. Il peso dell'incertezza sull'armonia di un ambiente
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Sabato 10 marzo 2007. Tre giorni prima, il Milan batteva 1-0 il Celtic a San Siro con grande sofferenza, agguantando i quarti di Champions grazie alla magia di Kakà nei tempi supplementari. In porta c'era Dida, che aveva saltato la gara d'andata a causa di un problema alla spalla (giocò Kalac), arrivato pochi giorni dopo il rientro da un lungo stop (da fine novembre a metà gennaio). Il contratto dell'ex Cruzeiro era in scadenza e, in casa rossonera, serpeggiavano fondati dubbi sul rinnovo, tant'è che il Milan si era già accordato con Buffon per la stagione successiva. Buffon, non uno qualsiasi. Eppure, quel 10 marzo, Dida rinnovò il suo contratto fino al 30 giugno 2010, Buffon restò alla Juventus e il Milan vinse la Champions con il brasiliano tra i pali. Nella finale di Atene, il portiere verdeoro fu decisivo, neutralizzando Gerrard nell'uno contro uno dopo un'ora di gioco. Cosa sarebbe successo se in via Turati avessero deciso di lasciar andare il brasiliano? Forse Buffon avrebbe permesso qualche successo in più negli anni successivi, ma molto probabilmente il Milan ora avrebbe una Champions, una Supercoppa Europea e un Mondiale per Club in meno.

IL PESO DELL'INCERTEZZA - Perché questo excursus risalente a quattordici anni fa? La dirigenza rossonera, che fino allo scorso luglio era prossima all'addio (vedi Rangnick), è partita in ritardo con le trattative per il rinnovo di Donnarumma (e Calhanoglu). Probabilmente non sarebbe cambiato nulla se i discorsi fossero iniziati qualche mese prima, fatto sta che le contrattazioni si sono trascinate all'inverosimile, nonostante sforzi immensi da parte del club rossonero (8 milioni netti offerti a Donnarumma, 4.5 a Calhanoglu). Il tema rinnovi è stato accompagnato da una tempesta mediatica cresciuta progressivamente nel corso delle settimane: una pioggerella a fine estate, un acquazzone in autunno, un temporale ad inizio 2021 ed un vero e proprio nubifragio in prossimità della primavera. È difficile pensare che questa incertezza non abbia influito in alcun modo sull'armonia della squadra, considerando anche il crollo netto nelle prestazioni da marzo in poi.

DALL'ARMONIA AI DUBBI - Immaginiamoci Gigio che rinnova tra febbraio e marzo alle condizioni del Milan, con qualche bonus e una clausola elevata. In pochi avrebbero potuto avure qualcosa da ridire, sarebbe stata la definitiva cementificazione di un gruppo, il via libera allo sprint per la caccia all'obiettivo. Stesso discorso per Calhanoglu, soprattutto se la firma fosse arrivata con celerità. Il Milan 2021/22 sarebbe già stato costruibile, la serenità avrebbe aiutato l'ambiente ad amministrare un vantaggio importante. Non è successo e le colpe sono solo in piccola parte del club rossonero, perché le cifre offerte, specialmente in questo specifico contesto storico, sono enormi. Non sappiamo dove sarà il Milan tra un mese e non conosciamo ancora se Donnarumma e Calhanoglu resteranno in rossonero, ma una cosa è sicura, i grandi risultati e le grandi imprese non arrivano mai in situazioni di dubbi ed esitazioni. Il 2007, con le dovute differenze, insegni.