Sorloth, Lukaku e gli altri. Parte il toto-centravanti. Ma quanto è difficile fare l'attaccante del Milan?

Sorloth, Lukaku e gli altri. Parte il toto-centravanti. Ma quanto è difficile fare l'attaccante del Milan?MilanNews.it
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di Manuel Del Vecchio

I numeri, le situazioni e le partite degli ultimi anni raccontano di una realtà ormai incontrovertibile: fare l'attaccante del Milan è tra le cose, calcisticamente parlando, più difficili al mondo. Gli ultimi due a fare bene nell'ultimo periodo sono stati Ibrahimovic e Giroud, due campioni con un pedigree di livello assoluto. Appena si è scesi di livello, ma senza neanche andare troppo giù, negli interpreti scelti il risultato è stato desolante. O lo è diventato nel tempo.

Tornando al Milan delle passate stagioni, quello del 4-2-3-1, le varie punte che si sono susseguite hanno sempre dato pochissimo in termini di costruzione o manovra. Questo perché, almeno fino alla scorsa estate, i rossoneri sono sempre stati una squadra con calciatori offensivi che vogliono palla sui piedi e difficilmente riescono a chiamare la profondità, se non in situazioni di contropiede e ribaltamento di fronte. 

Con il 3-5-2 di Allegri sono cambiate, per forza di cose, le dinamiche. In estate l'idea di partenza era quella che si sta vedendo ora: Leao e Pulisic davanti, con i centrocampisti che a turno devono buttarsi dentro. Rabiot sa farlo, Fofana meno: il francese preferisce rifinire e il numero dei suoi assist lo dimostra. Pulisic e Leao sono punte? No. Sono seconde punte? Forse, dipende dai compiti. Eppure entrambi in carriera hanno entrambi giocato anche in zone più centrale, ma con risultati decisamente diversi. Questo perché nei sistemi precedenti non erano loro i riferimenti offensivi "finali". Ora sono costretti a giocare spalle alla porta, scendere fino a centrocampo, duellare fisicamente con i difensori senza poter sfruttare la propria velocità. E soprattutto nessuno dei due riempie l'area di rigore quelle poche volte che la manovra offensiva è un po' più articolata e pressante, con la squadra avversaria chiusa e con il famoso pullman parcheggiato.

Fa specie vedere come, nonostante tutto questo, né Fullkrug e né Nkunku riescano a trovare spazio nelle gerarchie di Allegri. Quei pochi minuti che riescono a ritagliarsi nei finali di partita fanno capire anche il perché. Discorso a parte per Gimenez, che arriva da mesi prolungati di stop e ha una condizione fisica assolutamente rivedibile. Con lui ad inizio anno, nonostante il messicano faticasse molto a trovare il gol, c'erano movimenti e, soprattutto, una presenza in area totalmente diversa rispetto ad ora. E questo nonostante l'ex Feyenoord, per caratteristiche, non è il giocatore ideale per Allegri.

In estate verranno fatte delle scelte serie e ponderate: se si dovesse continuare con il 3-5-2 il profilo da cercare deve avere le caratteristiche che chiede il mister. Il risultato finale dovrà andare sulla falsariga di quello che hanno fatto vedere Fullkrug e Pulisic nel primo tempo di Fiorentina-Milan. Il tedesco creava spazio e riusciva a tenere palla, lo statunitense approfittava delle sponde del compagno per creare scompiglio nei ritagli di spazio che riusciva a trovare cambiando continuamente posizine. Nelle due-tre volte che ha ricevuto la palla guardando la porta è andato ad un passo dal gol: de Gea e un'insolita imprecisione non gli hanno permesso di segnare, ma sulla carta in un 3-5-2 è esattamente quella una coppia offensiva che funziona.

Sorloth, Lukaku e via discorrendo: chi arriverà in estate dovrà indossare la maglia rossonera sapendo che sarà una delle sfide più importanti e difficili della loro carriera.