Un ritorno? No, grazie
Non voleva fare il vice Ibra, poi ci ripensò ma era troppo tardi. Dopo mesi di girovagare, di problemi di adattamento e di atteggiamenti tipici di chi si crede un campione, ecco che il nome di Marco Borriello torna ad essere accostato al Milan all’interno di un’operazione che vedrebbe coinvolto anche Antonio Cassano per un suo ipotetico ritorno a Roma. Certo il Milan cerca una prima punta e l’attaccante napoletano rientrato nella capitale dopo non esser stato riscattato dalla Juventus è sul mercato ma quello che ha detto e fatto nei giorni finali del mercato estivo 2010 verso il club rossonero, sono gesti ancora vivi. “Annammo a vince”, questo l’sms che Daniele De Rossi gli mandò sul telefonino dopo la firma con la Roma. L’esultanza sfrenata per un gol fortunoso nella partita di San Siro che diede, in quel campionato, la vittoria ai giallorossi di Ranieri è ancora negli occhi del tifoso milanista. Che non lo vuole rivedere con la sua maglia addosso.
Perché se il ritorno di Borriello dovesse prevedere il sacrificio di Cassano, vorrebbe dire che c’è qualcosa che effettivamente non va. Ma non sarà così. Per tanti motivi. La maledizione rossonera ha colpito anche lui, quello che in panchina a Roma sbottava dicendo di aver fatto 50 gol nelle partite precedenti. Meglio tirare su gente come Ganz oppure puntare, eventualmente, su Niang piuttosto che riavere Borriello in rossonero. Perché la gratitudine, almeno al Milan, è ancora una cosa seria.
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