Una neopromossa spende 150 milioni di euro, la Super League esiste già ed è in Inghilterra

19.08.2022 17:00 di Manuel Del Vecchio Twitter:    vedi letture
Una neopromossa spende 150 milioni di euro, la Super League esiste già ed è in Inghilterra
MilanNews.it

Il Nottingham Forest, storico club inglese, al suo ritorno in Premier League dopo 23 anni di serie cadette, si presenta alla massima divisione inglese spendendo sul mercato la bellezza di 148,05 milioni di euro (dato Transfermarkt.it), bonus esclusi. Una cifra roboante, che cozza incredibilmente con la realtà italiana ma anche, con le dovute eccezioni, tedesca, spagnola e francese. 

Per fare un confronto sulla spesa totale sui cartellini finora, il Milan ha speso 39 milioni di euro, l'Inter 38 e la Juventus 101, ma i bianconeri hanno dovuto riscattare obbligatoriamente Chiesa per 40 milioni e ne hanno incassati più di 60 dalla cessione di de Ligt al Bayern Monaco.

La Serie A risulta essere quindi indietro anni luce rispetto alla Premier League, il campionato di calcio più seguito e venduto al mondo. Ma non si tratta di una lamentela, bensì di un'amara considerazione. I famosi stadi di proprietà, ormai una chimera per la maggior parte delle squadre italiane, fanno assolutamente la differenza, soprattutto nel lungo periodo. E fanno la differenza anche gli introiti derivanti dai diritti TV: in Italia la squadra che arriva prima in classifica prende meno dell'ultima di Premier League. Dall'entrata in scena poi dei famosi petrodollari diversi anni fa, con sceicchi e veri e propri "club stato" che hanno drogato il mercato iniettando ingenti somme di denaro nel sistema calcio, aggirando un FFP severo con pochi e indulgente con molti, la situazione è andata sempre più delineandosi verso lo scenario che si sta vivendo nelle ultime estati: il potere d'acquisto di tutti club di Premier League è gargantuesco, lasciando briciole ed idee agli altri.

Il divario è enorme ed è destinato ad aumentare ulteriormente se non si andrà verso una rivoluzione totale, dei vertici del calcio italiano e della mentalità del nostro calcio in primis. Chissà che i tanti investitori americani che stanno arrivando nel nostro paese non possano dare una grossa mano per virare il timone nella giusta direzione. In ogni caso, la traversata sarà oceanica.