Il CorSport sul Milan: "Da quando Rafa non dribbla più"

Il CorSport sul Milan: "Da quando Rafa non dribbla più"MilanNews.it
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Oggi alle 09:10Rassegna Stampa
di Federico Calabrese

Settimane complicate per il Milan, dopo la sconfitta esterna contro il Sassuolo. Settimane complicate per Rafa Leao, fischiato anche a Reggio Emilia. Del portoghese ne parla l'edizione odierna del Corriere dello Sport, che titola: "Da quando Rafa non dribbla più".

Il quotidiano continua: "Una volta surfava come (quasi) nessuno in Europa. Oggi la tavola resta piatta, a riva: le onde ci sono, le chance pure, chi lo guarda aspetta solo che si metta a cavalcarle, ma Leao sembra non averne più".

Ancora stordito. Manifesto di un fallimento. Allegri e i suoi pensieri. Sopravvivenza, poi… cambiare tutto! Incontrando Marco! (LEGGI QUI)

di Carlo Pellegatti 

Sono stato ad Amsterdam per mettere la mia voce nel commento ai gol di Marco Van Basten. Uscirà una serie tv in sette puntate, dedicata alla sua vita, intitolata “BASTA”. Una occasione per andare a trovare Marco. Il solito incontro emozionante, che mi ha ricordato quegli anni meravigliosi, quando i tre olandesi si piazzavano ai primi tre posti del Pallone d’Oro, quando il Milan era semplicemente il Milan, la squadra che tra alti, tanti, e bassi, pochi, era un punto di riferimento del calcio europeo. Vivo di ricordi? Sono fortunato perché io, noi, abbiamo ricordi meravigliosi e ce li teniamo stretti. Con l’augurio che li possano avere anche i tifosi più giovani, quelli che amano e ameranno sempre la maglia rossonera. Grazie proprio a Fuoriclasse come il Cigno di Utrecht, un grande giocatore, una persona meravigliosa!

Sono ancora sotto totale choc, dopo la prestazione, più che dopo la sconfitta, offerta contro il Sassuolo. Non voglio parlarne ancora per non mettere un ferro incandescente su una ferita ancora troppo aperta. Mi rimane dentro solo il coro continuo, incessante, commovente dei ragazzi della Curva. Una trasfusione di grande amore, che ha disperatamente cercato di rianimare una squadra, purtroppo senza alcuna reazione.

Ci auguriamo che il Milan torni in Champions League, ma questo 2026, salvo qualche rara eccezione, è stato, e rimarrà nei cuori e nelle menti dei tifosi, un buco nero sul piano della bellezza, del gioco, dei risultati, delle emozioni. Che cosa stia succedendo non riesco minimamente a capirlo. Non so se sia un blackout sul piano fisico o mentale, ma certo siamo avvolti da un sentimento angosciante in vista delle ultime sfide.

COSÌ PERÒ NON SI PUÒ PIÙ CONTINUARE!!

Nel libro che ho presentato alla libreria Feltrinelli di Milano, dal titolo “50 partite, infinite emozioni, Milan”, dopo aver raccontato i match più iconici della storia rossonera, alla fine del volume ho lasciato alcune pagine bianche. Le ho titolate: “Le prossime partite memorabili”, perché, se pensassi che tutto sia finito, la mia vita, calcistica ben inteso, non sarebbe più degna di essere vissuta. Non voglio rassegnarmi ad anni di mediocrità, di inferiorità, di piccola presenza nel calcio di Milano, d’Italia, d’Europa e del mondo.

Gli ultimi tre anni, però, rappresentano un manifesto del fallimento della gestione attuale.

Voglio ricordare che senza le iniziative personali, ripeto personali, di Tare per Modric e di Allegri per Rabiot, il Milan era vicino all’acquisizione di Fabbian, buon giocatore del Bologna, ma lontano dalla caratura internazionale dei due campioni.

L’allenatore rossonero ci ha riprovato, nel dicembre scorso, a spingere proprietà e dirigenza a rafforzare la rosa con un difensore e un attaccante, ma di fatto la risposta ha confermato la totale assenza di ambizioni e di orgoglio rossonero. Al contrario, rappresenta l’ennesima riprova di una voglia di vivacchiare, con il pensiero, secondo la dirigenza, che la rosa fosse giusto sufficiente per raggiungere il posto in Champions League, utile a finanziare il mercato. Sui risultati? Importante partecipare, prendere il gettone e il resto… non conta.

COSÌ NON SI PUÒ PIÙ CONTINUARE!!

Soprattutto temo che proprio sia Max Allegri a non voler più proseguire, se avesse anche un piccolo sentore che proprietà e dirigenza non vogliano migliorare la rosa a livello quantitativo e qualitativo. Ero certo che un eventuale sondaggio circa la panchina della Nazionale sarebbe stato cortesemente respinto. Oggi non lo sono più, indipendentemente dalla qualificazione in Champions League.

Senza la Coppa più prestigiosa sarebbe la catastrofe, magari senza Allegri e certamente senza Maignan, Rabiot e Modric. Il rischio oggi è altissimo, ma se, in qualche modo, sputando sangue, masticando filo spinato, il Milan riuscisse a battere l’Atalanta e poi a conquistare gli ultimi tre punti, dovrà intervenire subito Gerry Cardinale, rivoluzionando l’organigramma. Da uomo d’affari deve rendersi conto che i suoi progetti sul brand, sull’entertainment, sul progetto NBA sarebbero privi di successo se non avesse il traino del “Milan”, del marchio “Milan”.

Sono già tesissimo per il match di domenica sera. Una delle partite più importanti della storia rossonera, non per prestigio ma per il futuro del club. Un match legato a una parola agghiacciante, usata per la prima volta proprio da Allegri.

La parola è “SOPRAVVIVENZA”!

Poi cambiare tutto. DEVE CAMBIARE TUTTO!!