Ordine: "Milan, servirebbe un leader. Amorim ha svelato chi potrebbe essere"
Sulle pagine del Corriere dello Sport, Franco Ordine ha commentato così il momento del Milan dopo il brutto ko in Europa League contro il Ferencvaros: "Per identificare il 'virus' che sta mortificando il nuovo Milan di Cardinale e Amorim bisogna tornare all’origine di questo ultimo ciclo di alti e bassi che non possono certo autorizzare sogni di gloria, tipo quelli ascoltati dopo il derby di sabato scorso. E per ottenere una ricostruzione attendibile bisogna rivolgersi a chi ha frequentato bene Milanello e ha fornito di recente una preziosa testimonianza. Il riferimento all’intervista di Stefano Pioli, tecnico dello scudetto del 2022 esaltato poi con la semifinale di Champions League nella stagione successiva, è indispensabile. Raccontò Pioli al direttore Zazzaroni: 'L’arrivo di Ibra è stato decisivo perché ha innalzato l’intensità degli allenamenti ogni giorno'. Tutto vero, documentato. Per cogliere la differenza basta riannodare i fili della memoria al dicembre precedente all’arrivo dal mercato di gennaio di Ibra e Kjaer: infatti il Milan aveva subito una lezione storica a Bergamo dall’Atalanta di Gasperini, incassò una sconfitta umiliante, 5 gol e in porta c’era Donnarumma, non il giovane debuttante Lorenzo Torriani che pure mercoledì notte ha evitato che il risultato diventasse più pesante.
Improvvisamente quello stesso Milan, nei mesi successivi, intraprese una nuova strada e fu l’inizio di una rincorsa virtuosa che si concluse appunto nel maggio del 2022 con l’appuntamento di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Badate bene: durante le ultime decisive settimane del torneo, Ibra era fuori per infortunio, il fisico cominciava a dare segnali di usura. Eppure la sua presenza quotidiana a Milanello, durante gli allenamenti, continuava a dare la sveglia, in particolare a qualche esponente di giovanissima anagrafe ed esperienza, tipo Leao, oppure Theo Hernandez o ancora Maignan che non a caso risultarono determinanti con una serie di gol e parate, contro Atalanta e Fiorentina per esempio.
Oggi a chi toccherebbe l’ingrato compito di prendere la frusta e cominciare a farla fischiare tutti i giorni a Milanello? Probabilmente a uno che non può essere considerato un veterano capace, col proprio carisma, di farsi ascoltare dalla truppa e di trascinare anche i più pigri. L’identità è stata svelata dallo stesso Amorim durante lo sfogo di mercoledì notte a San Siro. Ha detto: 'Pavlovic è pronto a morire in ogni allenamento!'. Ecco il riferimento. Perché il resto della truppa rossonera non è pronto a tenere alta l’asticella tutti i giorni. E a dirlo ancora una volta è lo stesso Amorim che non ha mancato di trasferire nelle sue parole una vera e propria denuncia: 'Non siamo ancora pronti per essere competitivi sui due fronti!'".
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