Al Milan il terzo posto, alla Juve il futuro

Al Milan il terzo posto, alla Juve il futuroMilanNews.it
venerdì 14 maggio 2010, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Il collega Gianni Balzarini ha ironicamente proposto che Milan-Juve di sabato sera assegni il Trofeo Luigi Berlusconi. Era una buona occasione per dargli un senso. Invece, sfrattate per consentire a Inter o Roma di festeggiare lo scudetto, tra di loro questa sfida non varrà niente. E’ uno dei punti più bassi nella storia della partita.

Storia che, di recente, è assai diversa tra l’una e l’altra. La Juve è ripartita dalla serie B raggiungendo in 2 anni una lusinghiera qualificazione alla Champions, attraverso buoni acquisti e la valorizzazione di qualche giovane. Poi, è subentrata la frenesia e questa traccia si è perduta. Dobbiamo ammettere di essere tra quelli che avevano applaudito acquisti come Almiron, Tiago, Amauri, Sissoko, persino Poulsen, Melo e Diego. Dunque, siamo tra quelli che si sono sbagliati. Ma la Juve ha commesso gravi errori nella conduzione tecnica: si è fatta sopraffare dalla fretta e dalla piazza quando ha cacciato a 2 giornate dalla fine una volta Deschamps e un’altra Ranieri. Ha dato retta a Marcello Lippi puntando su Ciro Ferrara e su cavalli bolsi come Cannavaro e Grosso o incognite come Candreva. Da un anno diciamo che sarebbe stato meglio affidarsi all’identikit di un tecnico-manager: Capello, Spalletti, Hiddink, Benitez.



Invece la Juve ha soddisfatto i capricci di Lippi che – pro domo sua, cioè pro domo Nazionale – ha garantito un posto a giocatori che sono finiti tristemente in panchina e ha piazzato un suo segugio, Ferrara appunto, per giostrare meglio i giochino di cui sopra. Eppure la Juventus riparte davanti al Milan: senza Europa – quella che conta – avendo la settimana sgombra e le forze concentrate su un obiettivo solo, in umiltà, ma soprattutto con budget anche importante da investire sul mercato. Infine, con qualche giocatore da vendere bene per fare cassa.

Il Milan è fermo alle sue beghe intestine, invece: l’indifferente insofferenza del suo presidente verso i reggenti e verso la squadra, l’incapacità dei reggenti di compiere in maniera autarchica il mercato (comperando ogni anno un giovane e un campione si sarebbe potuto fare con i mezzi del club senza chiedere al Presidente di ripianare a suon di milioni), le incertezze dei possibili acquirenti, l’età dei suoi giocatori, la mancanza di un allenatore credibile nella candidatura stessa. Si è arrivati a festeggiare una sconfitta squallida in uno stadio vuoto per un 3° posto che porterà con se qualche euro, ma poca gloria in queste condizioni. La Primavera si sta facendo strada, dopo la Coppa Italia, anche in campionato. E’ l’unico salvagente che resta a questo Milan stanco negli atleti, vecchio e nervoso anche nella dirigenza, smarrito nei tifosi. La differenza tra Milan e Juve sabato sera è tutta qui: il Milan ha il 3° posto, la Juve ha un futuro. Il resto sarà la festa dell’Inter o della Roma.