Allegri gioca come vuole o come può? Goretzka, 3 buone notizie in una. Quelle poltrone vuote in tribuna

Allegri gioca come vuole o come può? Goretzka, 3 buone notizie in una. Quelle poltrone vuote in tribunaMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Luca Serafini

La parte mezza piena del bicchiere è il salto dall'8° posto finale a 19 punti dalla prima (7 dalla Champions), al terzo posto attuale con un vantaggio di 5 punti sull'inseguitrice più vicina. Fine delle trasmissioni. Il resto è stato una camminata in salita con un comodino sulla schiena: fatica, inciampi, trascinamenti, con l'unica luce dei derby vinti e i risultati casalinghi con le più forti. Briciole di soddisfazione per uno stadio sempre pieno, una passione sanguigna ad ogni latitudine, un accatastarsi di speranze che si sono diradate nelle illusioni. 

Mai brillanti nel gioco, mai dominanti, mai effervescenti se non in qualche ripresa in rimonta, i lampi di Udine e Lecce, sporadiche note da discomusic in una lunga solfa di lenti e mattonelle. Da luglio penso che Allegri abbia costruito e plasmato la squadra come ha potuto e non come voleva. Ha disegnato il modulo costretto dalle caratteristiche dei giocatori, anzitutto, e figlio della necessità di blindare una difesa che in 2 stagioni aveva subìto quasi 100 gol. Le cose hanno funzionato dopo l'arrivo di Rabiot e fino a quando Pulisic ha segnato da solo più di tutti gli altri attaccanti, dopo di che è seguita una lenta deriva con un'emorragia di punti che aveva caratterizzato i rossoneri, in precedenza, contro squadre come Pisa, Parma, Genoa, Sassuolo, Fiorentina, Cremonese e che li ha resi inermi nella doppia trasferta romana. E a Napoli, contro una squadra decimata e con le sue stelle fuori condizione.

È mancato il coraggio, anzitutto. Difficile - del resto - prendere in mano le redini quando poi tutto si infrange a ridosso dell'area avversaria: il contributo di Gimenez, Fullkrug, Nkunku e da gennaio anche di Leao e Pulisic, è stato impalpabile solo per usare un gentile eufemismo. Il nulla cosmico. A Napoli sono andati in tilt persino Modric e Rabiot non avendo alcun valido punto di riferimento in prima linea: buttare la palla avanti al Milan è come giocare a flipper, ti ritorna indietro a velocità raddoppiata... Mettiamoci anche l'involuzione di Saelemakers nelle ultime settimane e un Fofana mai decollato a quota di crociera: 63 punti dopo 31 giornate suonano come un miracolo. 

Ora non è tanto e solo un cambio di modulo a poter risolvere i problemi offensivi. Se la condizione di Leao e Pulisic resta precaria, se gli altri 3 centravanti insieme non ne fanno mezzo, se si sta esaurendo anche la ricarica del centrocampo, il finale di stagione sarà sofferto. Più che cambiare modulo, servirebbe cambiare giocatori. Spazio a Ricci, Jashari, Athekame, tanto per cominciare: casomai si potrà valutare meglio il loro peso specifico.       
A proposito di cambiare giocatori. La notizia (o la voce) di un serio interesse del Milan per Leon Goretzka, 31 anni, centrocampista offensivo del Bayern Monaco, racchiude 3 segnali importanti: il profilo di alto livello, la scelta di Allegri, la disponibilità del club ad assecondarlo. Goretzka alza la qualità, regala carattere ed esperienza, consente di disegnare un sistema più coraggioso. Il terzo punto è vitale: se in questo Club restano ancora un briciolo di ambizione e la volontà di voler alzare il livello sportivo, oltre a quello commerciale ed economico, assecondare l'allenatore e fare sforzi per certi giocatori sarebbe un primo passo importante. E incoraggiante.

A proposito di società. Quelle poltroncine vuote in tribuna a Cagliari il 2 gennaio e a Napoli a Pasquetta non sono invece un bel vedere. Non lo sono affatto. Lasciare solo Tare vicino alla squadra nelle feste comandate indica un livello molto basso di affezione, senso di appartenenza e anche di professionalità. Specie per chi è stato abituato per 35 anni a Galliani, Braida, Maldini, Massara sempre presenti... Ça va sans dire.