Barzelletta Milan

Barzelletta MilanMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Andrea Longoni

Questo è diventato il Milan, una barzelletta che fa ridere gli altri e piangere i tifosi rossoneri. Oltre a leccarsi le ferite per l'ennesima stagione deludente, il popolo rossonero deve fare i conti col futuro, se possibile ancor più preoccupante. L'entusiasmo è un lontano ricordo, il dispiacere è ormai costante, ma nel frattempo è venuta meno anche la speranza.

Oggi il sentimento più diffuso è questo: un misto tra disperazione e rassegnazione. La paura che il domani possa essere persino peggiore. In questo momento a cosa o a chi si dovrebbe attaccare il tifoso milanista? Non c'è nulla. A quasi una settimana dall'azzeramento di dirigenza e staff tecnico, tutte le caselle sono ancora vuote. Mentre gli altri Club hanno già programmato e trattano i rinforzi, il Milan non sa nemmeno da chi verrà guidato e brancola nel buio, evidenziando un livello a dir poco dilettantistico nella gestione.

Alla fine potrebbe comporsi una struttura con un Proprietario americano, un braccio destro svedese, un ad da identificare, forse straniero, un direttore tecnico tedesco, un direttore sportivo spagnolo e un allenatore olandese o austriaco. In Italia. Beh, sembra davvero la barzelletta del "C'era un italiano, in inglese e un francese...", ma, come dicevamo, fa ridere i tifosi delle squadre avversarie. Il tutto scelto dalla coppia Cardinale-Ibrahimovic. Povero Milan.

Un proprietario che per paura di domande vere e di essere messo in difficoltà, convoca soltanto qualche giornalista eletto: qualcuno di questi senza un briciolo di spirito critico scrive e descrive scenari fantastici, lontanissimi dalla realtà. Tra questi l'ennesimo imbarazzante autogol di Cardinale: l'obiettivo di essere esempio di una rivoluzione del calcio italiano, rimasto indietro. Detto da chi al Milan ha fatto solo disastri. Ma chi si crede di essere? Ma non si rende davvero conto delle figuracce che sta facendo fare costantemente al Milan? Autogol, come lista dei buoni e dei cattivi tra i giocatori: ennesima testimonianza di inadeguatezza sua, ma evidentemente anche di chi ne cura la comunicazione. "Uno alla Fabregas", poi, è stato ancora una volta fumo negli occhi, un annuncio a conti fatti quasi infantile.

E il suo riferimento Ibrahimovic non è da meno. Un influencer travestito (male) da dirigente. Una sciagura per il Milan. Uno che, racconta Monica Colombo sul Corsera, voleva mettere le mani addosso al proprio allenatore in un ristorante. Un fatto, l'ennesimo, gravissimo, che in un Club normale, anche di provincia, dovrebbe portare all'allontanamento immediato. Così come le telefonate 'destabilizzanti' ai giocatori e tanti altri episodi. C'era una volta il Milan... oggi è una barzelletta.