Dieci giorni al vero mercato del Milan, tre problemi per Galliani e il rischio di bruciare Kakà ancor prima del ritorno
Il Milan chiede ancora pazienza, per i tifosi ci sarà ancora da attendere perchè i rinforzi non arriveranno a breve. Il mercato rossonero potrebbe sbloccarsi infatti tra una decina di giorni, dopo le Olimpiadi e prima (o in prossimitá) del trofeo Luigi Berlusconi quando scatterà il vero countdown per gli ultimi giorni caldi del mercato. Adriano Galliani e Ariedo Braida aspettano i saldi di fine estate e non potrebbe essere altrimenti con un budget ridottissimo. L'amministratore delegato dovrà dare il meglio di se per portare a casa tre rinforzi da Milan. Non sarà per nulla facile visto che a occhio saranno almeno tre gli ostacoli maggiori per il dirigente di via Turati. Prima di tutto la corsa contro il tempo. Non è per nulla facile trovare tre giocatori di livello in meno di un mese e soprattutto cambiare obiettivo quando arrivano rifiuti o vengono respinte le offerte, come nel caso di Yanga-Mbiwa. Anche perchè la seconda grande componente che gioca contro il dirigente milanista è proprio l'aspetto economico. Fare mercato con meno di 20 milioni è veramente complicato. I prezzi dei cartellini richiesti in giro per l'Europa sono alti e per questo si attendono gli sconti di fine agosto. Saranno giorni concitati in cui bisogna mettere a segno tre colpi in breve tempo con un budget ristretto. L'altro ostacolo riguarda proprio chi comprare. Perchè i migliori sono stati già messi sotto contratto e il rischio che alla fine trovi il famoso "pacco" oppure fai il numero alla Nocerino.
E visto che il Milan attualmente non puó calare l'asso nella manica e portare a casa all'ultimo giorno un Robinho della situazione, come fatto due anni fa, deve accontentarsi dell'acquisto low cost e sperare che renda al massimo proprio come fatto con Nocerino prelevato dal Palermo per 500 mola euro. Un'intuizione di Galliani e una buona dose di buona sorte.
Il capitolo Kaká rientra nel calderone del mercato ma merita una considerazione a parte. Ricardo è il sogno dei tifosi romantici, coloro che sperano di rivedere il numero 22 correre sul prato di San Siro come nel 2007 quando da solo vinse la Champions, ma per una questione anagrafica e di tenuta fisica se Kaká dovesse tornare dal Real Madrid non sará lo stesso di cinque anni fa. Inoltre c'è da capire se vale la pena investire tanto, sia per il prestito che per lo stipendio del giocatore, e sperperare parte del tesoretto destinato ai tre acquisti che servono ad Allegri. In più negli ultimi giorni abbiamo affrontato la questione Kaká dalla prospettiva puramente tattica. Ammesso che l'affare si faccia e che al Milan torni un giocatore integro e somigliante al vecchio Kakà, dove può giocare il brasiliano? Come trequartista o seconda punta, sarebbe la risposta più ovvia, anche per l'evoluzione in fase realizzativa avuta al Milan negli ultimi anni (escludiamo l'esperienza di Madrid perchè ha sempre fatto la riserva), secondo quanto affermato dal tecnico toscano l'intenzione è schierarlo davanti la difesa, occupando la posizione che l'anno scorso era di van Bommel. Una collocazione discutibile per un giocatore abituato a sfruttare la velocità e gli spazi, mentre arretrato a centrocampo dovrebbe smistare palloni e giocare più sulla difensiva. Un Kaká che rincorre gli attaccanti avversari in un ripiegamento difensivo non lo vediamo proprio. Considerando poi la contemporanea presenza di tre giocatori offensivi più Montolivo, sarebbe il solo Nocerino il vero incontrista della squadra, un centrocampo troppo fragile per fare da scudo alla difesa. Il rischio quindi è di peggiorare la situazione e non trovare un equilibrio fondamentale per i meccanismi degli undici in campo. Quest'anno senza grosse individualitá il Milan dovrà puntare sul collettivo e su una quadratura perfetta sul rettangolo di gioco, inserire giocatori solo per far felici i tifosi potrebbe essere un grave errore. Ci auguriamo quindi che quello di Allegri più che una soluzione tattica sia un messaggio alla società, una provocazione per stimolare la dirigenza a trovare una soluzione al playmaker, ruolo chiave per il Milan.
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