E adesso fuori i colpevoli: il Milan è in zona retrocessione e per questo disastro qualcuno deve pagare

E adesso fuori i colpevoli: il Milan è in zona retrocessione e per questo disastro qualcuno deve pagare
© foto di Fabrizio Tomasello
martedì 23 ottobre 2012, 00:00Editoriale
di Fabrizio Tomasello

Parliamoci chiaro, dopo cinque sconfitte nelle prime otto partite di campionato, il bicchiere mezzo pieno di una parziale rimontina tutta orgoglio contro la Lazio e dell’ennesima perla di El Shaarawy non ci basta più.
Non abbiamo più la pazienza di sentirci raccontare che le cose vanno un po’ meglio, che piano piano il Milan sta ritrovando il bandolo della matassa, mentre sentiamo la terra sbriciolarsi sotto i nostri piedi, aprendo il profondo e pericoloso baratro della retrocessione.
Non abbiamo più la tolleranza per giustificare certe prestazioni scialbe, incolori, addirittura irritanti di alcuni calciatori rossoneri.
Non abbiamo più la filosofica calma per imputare alla sfortuna, ai pali, agli autogol, alle decisioni arbitrali, il tracollo di questo inizio stagione.
Non abbiamo più la stoica perseveranza per essere ottimisti e confidare in un pronto rilancio del Milan di Allegri.
Non abbiamo più la curiosità di scoprire quali saranno le mosse di mercato di riparazione della premiata ditta Berlusconi/Galliani/Braida, soprattutto se i nomi che circolano per indossare il rossonero dal prossimo gennaio sono quelli di Antonelli, Dossena, Matuzalem e compagnia bella.
Non abbiamo più la voglia di giustificare Berlusconi, “costretto” a vendere Ibra e Thiago per ripianare il bilancio; Galliani, “costretto” a fare mercato con pochi spiccioli; Allegri “costretto” a rimettere in sesto i cocci di una squadra smembrata, smantellata, rovinata, condotta sull’orlo del precipizio da una serie di comportamenti scellerati.
E’ giunto il momento che qualcuno paghi per questo scempio.
Vedere in Milan in piena zona retrocessione, capace di battere record su record (tutti irrimediabilmente negativi) come il minor numero di punti realizzati dopo 8 partite (7), il maggior numero di sconfitte (5), il maggior distacco dalla prima in classifica (15 punti dalla Juve) etc.etc. fa male, troppo male.
I tifosi rossoneri stanno assumendo un atteggiamento encomiabile, criticando anche ferocemente la dirigenza ma sempre restando vicini alla squadra e cercando di sostenere i ragazzi sempre e comunque.
Ma adesso anche l’atteggiamento di qualcuno di quelli che va in campo inizia ad infastidire. Non ci sono più parole per cercare di spiegare l’indolenza di calciatori come Boateng, Abate, Nocerino, Robinho (ribattezzato “il nuovo Pato” per la facilità con cui su rompe) ormai da troppe partite le controfigure scarsissime dei calciatori ammirati negli scorsi anni.
A proposito di Nocerino, bello e struggente l’appello rivolto qualche giorno fa ai giornalisti e a tutti gli addetti ai lavori: “Nessuno deve dimenticare cosa rappresenta il Milan, tutto quello che ha vinto e quanto è amato in ogni angolo del pianeta. Il Milan è il Milan e dovete rispettarlo tutti.”
Giusto caro Noce, ma credo tu abbia dimenticato un piccolo, ma fondamentale dettaglio: il Milan va rispettato prima di tutto da voi che scendete in campo. E quella gloriosa maglia a strisce rossonere che voi indossate, va onorata, sempre e comunque. Quindi fateci tutti un favore, invece di pontificare con un microfono in mano, preoccupatevi di sputare sangue in campo sia in allenamento che in partita.
Basta chiacchiere: è arrivato il momento di stringere i denti, rimboccarsi le maniche ed in silenzio iniziare a fare punti.
Il Milan, il club più titolato al mondo, non può rischiare, nemmeno lontanamente, di finire invischiato nella lotta per non retrocedere.



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