E' allarme portiere. Max, adesso chi scegli? Le scelte del mercato di gennaio funzionali al prossimo progetto tecnico: ecco i nomi sulla lista rossonera. E dal vivaio sono quasi pronti il regista e il bomber del futuro

E' allarme portiere. Max, adesso chi scegli? Le scelte del mercato di gennaio funzionali al prossimo progetto tecnico: ecco i nomi sulla lista rossonera. E dal vivaio sono quasi pronti il regista e il bomber del futuroMilanNews.it
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lunedì 19 novembre 2012, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Ci hanno chiesto, in maniera amichevole, di provare ad abbassare i clamori mediatici intorno a Stephan El Shaarawy. Ce lo avevano chiesto dopo la partita con il Malaga di San Siro ma quando un ragazzo di 20 anni si erige a protagonista assoluto, a primo violino del Milan, come si fa a non parlarne? Stephan sta acquisendo quella dote unica tipica dei giocatori che sono stati baciati dal dio del calcio: essere decisivo nei momenti che contano. E a Napoli, nei momenti caldi, lui c’è stato sempre mettendo a segno due gol nello stadio che è stato di Maradona e che già pregustava una scoppola epocale ai rivali in maglia rossonera. Non è andata così e checché ne dica parte della stampa partenopea, il Milan può davvero recriminare per quello che è successo sul campo, per nulla perfetto, del San Paolo sabato sera. Perché i rossoneri hanno subito due gol su due errori di un singolo (Abbiati) e il Napoli si è visto solamente con qualche ripartenza. Il 4-3-3, per questa partita, era il modulo giusto per fare densità in mezzo al campo dove, anche se spostato sulla destra, ha brillato Riccardo Montolivo, vero cuore pulsante della squadra di Allegri. Ma quello che ha colpito nella squadra è stato l’approccio. Le strigliate dell’allenatore e il discorso di Silvio Berlusconi di venerdì, forse, hanno prodotto l’effetto sperato perché anche sotto 2-0, il Milan non ha smesso di giocare e di creare occasioni. Un cambio, a livello mentale, importante se rapportato alla mollezza di gambe e di testa di 10 giorni fa contro la Fiorentina a San Siro. Adesso ci si butta a capo fitto sulla partita cruciale e decisiva di mercoledì a Bruxelles contro l’Anderlecht. Una vittoria in Belgio vorrebbe dire ipotecare il passaggio del turno agli ottavi di finale con conseguente gioia delle casse rossonere che verrebbero rimpinguate per agire sul mercato di gennaio.

Il mercato appunto. Croce e passione degli addetti ai lavori ma anche unica soluzione per apporta dei cambiamenti sostanziali a questa rosa che, in estate, è stata costruita male per vari motivi. Si dovrà intervenire in tutti i ruoli, con raziocinio parlando, ma tutto dovrà essere preso in considerazione. Partendo dal ruolo del portiere. Anche a Napoli, Christian Abbiati ha commesso due errori determinanti ai fini del risultato. Quello sul gol di Inler, effetto a parte, è stato clamoroso anche perché il pallone è stato scoccato da 32 metri e a una velocità di circa 90 km orari. Insomma non un siluro terra-aria ma, inspiegabilmente, il capitano rossonero ha caricato la parata sul lato alla sua sinistra. E’ l’ennesimo errore in stagione che costa punti alla squadra. Allegri deve prendere in mano la situazione perché Christian non sembra dare più sicurezze alla retroguardia. E anche i tifosi iniziano a spazientirsi. Con il contratto in scadenza, che non verrà rinnovato se queste sono le prestazioni, sarebbe giusto ridare spazio ad Amelia oppure, se si vuole far fruttare l’investimento, lanciare Gabriel fino all’apertura del mercato. Consigli più di Perin sarebbe il profilo ideale da mettere in rosa. Giovane, forte, con ancora ampi margini di miglioramento e, cosa non da poco, milanista fino al midollo. Il fatto che abbia rinnovato da poco il suo contratto con l’Atalanta è un dato relativo. A gennaio se ne parlerà. Con l’Atalanta si potrebbe aprire un discorso anche per Federico Peluso, che potrebbe avere la sua ultima chance per sbarcare in una big. Il costo dell’operazione non sarebbe eccessivo. Monitorati anche Lisandro Lopez dell’Arsenal di Sanandì e Papadoupulos dello Schalke04. Si fatica un po’ di più a trovare profili per centrocampo, dove uno che possa affiancare o sostituire Montolivo serve come il pane. Traoré, Flamini e forse anche lo stesso de Jong potrebbero salutare la compagnia. Anche per l’attacco Galliani lavora sotto traccia per cercare di capire quali possano essere le piste più percorribili anche perché ci sarà in estate la grande rivoluzione della rosa (o almeno così pare). Una cosa è chiara: gran parte delle scelte che verranno fatte tra il 3 e il 31 gennaio saranno funzionali al progetto tecnico che prenderà vita in estate. Mentre il riscatto di Bojan deve essere una priorità.

Intanto in Primavera due profili stanno iniziando a brillare nelle occasioni che contano davvero sono due. Sono due classe 1995 che la prima squadra l’hanno già assaporata. Si tratta di Bryan Cristante e Andrea Petagna. Il primo, che è il giocatore più giovane della storia del Milan ad aver debuttato in Champions League, sta esplodendo sia dal punto di vista tecnico che della personalità. Il secondo sta trascinando a suon di gol la squadra di Dolcetti. Forte fisicamente e tecnicamente, sta trovando una continuità importante e si sta costruendo a livello psicologico alle randellate che lo aspettano dal prossimo anno in avanti nei campionati veri, quelli dei grandi. Il Milan ha in casa due diamanti da sgrezzare ancora ma che potranno essere il cardine del futuro.