I problemi e le speranze del Milan, dalla A degli avvocati alla Z di Zaza attraverso americani, cinesi e russi
A come avvocati, gli unici che ci guadagnano sempre anche se fin qui hanno perso tutte le cause per proteggere il Milan.
B come Bonucci, il capitano che un anno fa sognava la Champions e adesso rischia di abbandonare la nave.
C come Commisso, l’italo americano che si è offerto, fin qui invano, per rilevare il Milan.
D come Donnarumma, che doveva andare via e invece è rimasto, malgrado l’ingombrante arrivo di Reina.
E come Europa, quella che il Milan si era guadagnato sul campo, ma poi ha perso fuori salvo un clamoroso ripescaggio.
F come Fassone, che ha confessato candidamente di non sapere tutto. Ma se non lo sa lui che è l’amministratore delegato, figuriamoci noi e i tifosi.
G come Gattuso, ribattezzato poveRino come quando prese il posto di Montella, perché il nuovo compito che da ieri lo attende è ancora più difficile del primo.
H come Halilovic, l’ultimo acquisto a parametro zero, come negli anni tanto criticati della precedente gestione.
I come Internacional Champions Cup, il torneo in cui giocherà il Milan tra fine luglio e inizio agosto, in una sfiancante trasferta in America.
K come Kalinic, l’attaccante croato allontanato dal suo c.t. al Mondiale che dovrà sudare più di tutti per ritrovare un posto al Milan.
L come Lussemburgo, sede della Rossoneri Sport Investment Lux, ovvero la controllante del Milan.
M come Mirabelli, il direttore sportivo che dopo aver acceso tante speranze l’estate scorsa si sta trasformando in pompiere per spegnere le illusioni.
N come Nyon, la città sede dell’Uefa dove la squadra rossonera non ha mai giocato, ma dove la nuova società ha sempre perso.
O come ottobre, il mese sempre più vicino in cui scadrà il termine per restituire i milioni prestati con interesse dal fondo Elliott.
P come presidente, questo sconosciuto. Chi sarà il prossimo? Ma soprattutto garantirà un futuro migliore con chiarezza societaria?
Q come quote, che gli attuali o futuri soci dovranno dividersi, per salvare il salvabile a cominciare dai rispettivi interessi.
R come Rybolovlev, proprietario del Monaco, il nuovo russo spuntato sulla scena per acquistare il Milan.
S come Singer, l’imprenditore americano proprietario del fondo Elliott che ha in pugno il Milan e può deciderne il futuro.
T come Tas, il tribunale di Losanna che il 19 luglio emetterà la sentenza definitiva sul futuro europeo del Milan.
U come Uefa, l’ente che ha escluso il Milan dalle coppe per somma di cartellini gialli, sempre sottovalutati da tutti.
V come voluntary, una delle stazioni della via Crucis presso le quali ha sostato e pregato Fassone.
X come mister X, annunciato da molti, ma sempre avvolto dal mistero, come il futuro del Milan.
Y come Yonghong Li, che ha preso in giro tutti, da Berlusconi a Fassone. Un nome che purtroppo rimarrà nell’albo dei presidenti della società.
Z come Zaza, l’ultimo sogno di un mercato in tono minore. Nella speranza di ricominciare tutto, rifondando un nuovo grande Milan. Ma con altri protagonisti. Dalla A alla Z.

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