Una sosta insopportabile. Salvate Camarda! Nazionale figlia di una FIGC senza spina dorsale. Il saluto a Stefano ha unito tutti

Una sosta insopportabile. Salvate Camarda! Nazionale figlia di una FIGC senza spina dorsale. Il saluto a Stefano ha unito tuttiMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Non si può stare 3 settimane senza campionati e coppe europee a causa di un'altra competizione per le Nazionali: è cervellotico, inutile, deleterio per i club e per l'attenzione. Quando parliamo di affezione e appartenenza dei giocatori (e delle stesse società) alla maglia della squadra della propria Patria, non si può sorvolare sul fatto che il calendario sia diventato insopportabile, fastidioso, inaccettabile. Gironi con squadre che rendono questa Nations League una mezza farsa, altri in cui si concentrano eccellenze - attuali o passate - a discapito della qualità e dell'interesse. Se nessuno si ribella, significa che questo sfascio va bene a tutti in nome del denaro. A tutti, tranne che ai tifosi.

Nel mezzo, la nostra Nazionale, reinventata da Roberto Mancini che davvero non avrebbe meritato questa seconda chance, si arrabatta alla meno peggio. Al di là delle scelte dei giocatori e dei risultati, l'addio di Diana Bianchedi - dopo quelli di Maldini e Leonardo -, sommati alla guerra tra Malagò e Abodi con un nuovo rischio di commissariamento della Federazione, raccontano bene quanto smidollato sia il vertice del nostro calcio e quanto ancora dovremo patire per avere una visione, una dignità, una programmazione, un futuro. Del campionato e dell'Italia azzurra.

Per tornare alle questioni rossonere, in questi giorni sto pensando a Francesco Camarda che affronta il suo terzo anno consecutivo senza poter giocare con continuità, anzi praticamente senza giocare. Sottratto alla Primavera prima e a Milan Futuro poi, le sue presenze in prima squadra e al Lecce si contano sulla punta delle dita, trasformando la stagione in corso come (di fatto) la terza consecutiva in cui il ragazzo non gioca. La sua gestione è deleteria, aveva bisogno di una bella Serie B da titolare, ora l'unica speranza è che nelle 24 partite che attendono il Milan nelle prossime 8 settimane, abbia opportunità con una discreta frequenza e che si conquisti la fiducia dell'allenatore, espressa fin qui solo a parole.

Se non conoscete la storia di Stefano Milani, fate una piccola ricerca sul web. È stato un uomo sfortunato, ma sempre positivo. Ha saputo conquistare l'affetto di moltissimi tifosi di altre squadre, nonostante la sua profonda fede milanista: da tutti, avendo lasciato la vita terrena nei giorni scorsi, è stato salutato con ammirazione e dolore. Non si può mai parlare di coraggio di fronte a malattie estreme, ma di forza, di resistenza, di positività. Stefano le ha avute e le ha sapute trasmettere. Gli dovevo questo doveroso omaggio, insieme con il ricordo di una persona buona.