Ibra forza e limite del Milan. Ora via libera a Colombo, ma a gennaio caccia a un altro attaccante

24.11.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Ibra forza e limite del Milan. Ora via libera a Colombo, ma a gennaio caccia a un altro attaccante

Un Ibrahimovic da dieci (e lode), come i suoi gol in appena sei partite di campionato, in un Milan da dieci, come i punti in più rispetto a un anno fa. Ma adesso che cosa succederà senza il mago svedese capace di dribblare il “covid” e tutte le iniziali perplessità sul suo conto? Questo è il grande interrogativo che preoccupa i tifosi rossoneri da una parte e incoraggia quelli avversari dall’altra. E’ vero che senza Ibrahimovic il Milan ha vinto contro il Crotone e lo Spezia, mentre senza Ronaldo la Juventus ha soltanto pareggiato in Calabria. Ma a parte il diverso spessore dei prossimi avversari, a cominciare dal Lilla, unica squadra che quest’anno ha battuto il Milan (con Ibra), stavolta l’assenza del capocannoniere del campionato sarà più lunga. E soprattutto al contrario del “covid” che non lascia traccia negli asintomatici come lui, un infortunio muscolare è molto più difficile da smaltire. E allora, dopo aver ribadito i complimenti a Boban e Maldini che lo hanno fortemente voluto un anno fa, con la tardiva benedizione del fondo Elliott inizialmente contrario, bisogna sottolineare l’eccesso di fiducia che i dirigenti rossoneri hanno avuto nei confronti di Ibra. Non ci riferiamo alle sue qualità tecniche, mai in discussione, ma ai rischi che tutti i giocatori corrono quando arriva “una certa età”. Una volta, ai tempi di Rivera per intenderci, cioè quarant’anni fa, il limite fisiologico per tutti era poco oltre i 30 anni e infatti il capitano rossonero si arrese a 35 anni, giocando soltanto 13 delle allora 30 partite di campionato, quello della stella nel 1979, proprio perché bloccato dai continui dolorini. Oggi il limite si è spostato più avanti, ma basta guardare quello che capita a Chiellini, che a 36 anni entra ed esce dalla Juventus dopo il suo ultimo grave infortunio. Ibrahimovic ha festeggiato felicemente i suoi magnifici e incredibili 39 anni il 3 ottobre scorso, ma anche lui rischia di fermarsi come è capitato a Napoli appunto, non per un contrasto di gioco, ma per comprensibile usura fisica. Sicuramente tornerà in forma e sarà ancora decisivo, ma ciò non toglie che Maldini abbia sbagliato ad affidarsi soltanto a lui per l’attacco e chi ci segue sa che questo non è il classico e facile “senno di poi”. Il classico centravanti di scorta sarebbe servito, invece non è stato nemmeno cercato e non vale il discorso che Leao e Rebic possono giocare al centro dell’attacco, perché non sono centravanti e non lo saranno mai. In attesa di sapere se e quale centravanti sarà preso in gennaio, il Milan fa bene a lanciare Lorenzo Colombo, che ha la grande occasione per rimanere nel Milan, senza sparire come Locatelli o Cutrone che sarebbero serviti ancora. Mancini ha insegnato che i giovani vanno lanciati e quindi via libera a Colombo che sicuramente ha già imparato tanto da Ibrahimovic in allenamento, con la certezza che in questi mesi il Milan è cresciuto e non può crollare senza il suo totem. Altrimenti la forza di Ibrahimovic si trasformerebbe di colpo nel  limite del Milan e questo sarebbe grave. Soprattutto pensando al futuro.