Il Manchester spegne i sogni di gloria, imbarazzate sconfitta del Milan

Il Manchester spegne i sogni di gloria, imbarazzate sconfitta del MilanMilanNews.it
© foto di Tiziano Crudeli
venerdì 12 marzo 2010, 00:25Editoriale
di Tiziano Crudeli

Manchester United batte Milan 7 a 2. Questo è il verdetto complessivo dell'ottavo di finale di Champions League. Una sconfitta pesantissima che fotografa i limiti del Milan ed esalta il calcio champagne dei Reds Devils. C'è un divario netto tra noi e loro. Rooney e compagni hanno troppe marce più. Noi pratichiamo un calcio ruminante loro viaggiano a ritmi pazzeschi. Il gioco moderno è fatto di velocità e tecnica. Certo, le assenze di Nesta, Pato, Antonini e poi l'infortunio nel corso della gara di Bonera hanno inciso non poco. Ciononostante nel primo tempo avevamo tenuto il campo con dignità subendo il solito gol di testa del solito Rooney, con Daniele Bonera immobile statuina. Il crollo è arrivato puntuale nella ripresa con l'uscita di Daniele A quel punto l'allenatore ha avuto l'ideona di schierare Ambrosini centrale di difesa inserendo Seedorf per dare maggior sostegno ad un attacco asfittico che aveva sbagliato un paio di gol (Ronaldinho e Huntelaar). Scelte per nulla azzeccate. Ambro, nella veste inusitata di difensore, già al primo minuto del secondo tempo perde di vista Rooney lanciato a rete ed ecco il 2 a 0. Poi si ripete al 14' quando fallisce l'intervento su Park che sigla il 3 a 0. Anche il quarto gol, come gli altri tre , è arrivato in contropiede con un cross dalla destra per Fletcher che, completamente libero, ha realizzato di testa la rete del 4 a 0. Il Manchester ci ha umiliato adottando anche avvedute scelte tattici. Due ali (Nani e Valencia) per bloccare i due esterni del Milan più impegnati a difendere che a offendere. L'inesauribile Park sistematicamente a ridosso di Pirlo per vanificare la possibile fonte del gioco rossonero. Rooney moto perpetuo in continuo e costante movimento a tutto campo. Gli uomini di Ferguson aspettavano il Milan, costretto a sbilanciarsi in avanti, nella propria metà campo sfruttando, con consumata abilità, le ripartenze.

E allora è logico chiedersi: ma se Ferguson ha studiato simili soluzioni e tali accorgimenti non si poteva fare altrettanto magari piazzando alle calcagne di Rooney un cerbero in grado di non dargli spazio e non farlo respirare? E invece “John” Wayne ha potuto recitare il copione a lui congeniale cavalcando nelle praterie mal custodite, libero di impallinare gli ingenui difensori del Corral rossonero. Non a caso 4 dei 7 gol portano la sua firma. La differenza sta anche nel fatto che l'attacco rossonero non torna mai a dare manforte al centrocampo spesso alla mercè degli avversari. Qualcuno in casa rossonera però deve recitare il mea culpa. L'imbarazzante sconfitta è figlia di tanti errori equamente distribuiti in campo, in panchina e fuori. E adesso? Dopo aver sognato ad occhi aperti ora ci ritroviamo scaraventati sulla terra con la sensazione di essere vulnerabili, troppo vulnerabili. Fuori dall'Europa non ci rimane che il campionato. Forse è un bene o forse no. Di sicuro, ancora una volta, ci siano resi conto dei nostri limiti. Raccogliere i cocci è obbligatorio per cercare di salvare il salvabile. Si riparte con la delusione, l'amarezza e la consapevolezza di essere un complesso soggetto a sconcertanti e improvvise cadute. Nel tentativo di cercare attenuanti ci si aggrappa alle assenze importanti ma a San Siro contro il Manchester Nesta, Pato, Pato e Antonini erano regolarmente in campo, quindi anche il Milan al completo non è in grado di garantire un rendimento elevato. In chiusura una considerazione: il Real Madrid spende 254 milioni per reperire quanto di meglio c'era sul mercato e , come noi, viene buttato fuori dalla Champions. Kakà e Cristiano Ronaldo, pagati a peso d'oro, non fanno la differenza. Conta più l'organizzazione della squadra. Il Manchester, che ha ceduto Ronaldo, ha compensato affidandosi ad una manovra corale ben concertata e molto rapida, con gli attaccanti che si sacrificano anche in fase difensiva (Rooney a seconda delle necessità lo si trova a fare il terzino) poi come saette ribaltano l'azione presentandosi in zona gol. Il costante sfrenato movimento di tutto il complesso non offre agli avversari punti di riferimenti, mentre i portatori di palla dei Reds Devils dispongono di più soluzioni per innescare la manovra d'attacco.