Il Milan spalle al muro. I ricorsi e il fattore campo

23.04.2022 00:00 di Mauro Suma   vedi letture
Il Milan spalle al muro. I ricorsi e il fattore campo
MilanNews.it

Pensateci ragazzi, quante volte siamo stati spalle al muro. Ad aprile di un anno fa, dopo le due sconfitte consecutive contro Lazio e Sassuolo eravamo fuori dalla zona Champions, dopo lo 0-0 con il Cagliari poche settimane dopo eravamo virtualmente quinti. E invece...Quest'anno poi: dopo quattro partite del girone di Champions League eravamo straultimi e invece dopo il gol di Tomori nel primo tempo con il Liverpool a Sant'Ambrogio abbiamo accarezzato per pochi ma elettrizzanti minuti la qualificazione agli ottavi. A novembre, poi, dopo le sconfitte consecutive contro Fiorentina e Sassuolo, eravamo spernacchiati e sentenziati e invece ci siamo ritrovati virtualmente in testa alla classifica dopo un mese e mezzo. Pensateci ragazzi, pensateci quando tirate in porta. Siete bravi a fare tutto, ultimamente meno a fare gol. Ma quando sei spalle al muro, circondato dalle ingiustizie e dalla furbizia, dalle isterie degli avversari e dal vento contrario, devi dare un valore speciale a quel tiro, a quel colpo di testa, a quell'assist e a quell'altro ancora. E' così che si fa, non ci sono altre strade, Non dobbiamo avere e non avremo nessun contraccolpo per il derby perso in coppa Italia. Sono questioni di altri che pensavano di aver già vinto tutto a febbraio e che invece improvvisamente si sono visti piombare in area le orde dei milanisti affamati. Noi non abbiamo mai pensato di vincere, ci hanno sempre detto che abbiamo la decima rosa del campionato, non ci siamo mai illusi e mai svegliati di soprassalto. Conosciamo gli alti e i bassi del nostro cammino ed è su quelli che dobbiamo insistere e lavorare.

Pensateci ragazzi, di cosa siete stati più forti fino ad oggi. Simon e il crociato, Mike operato al polso, Fik operato al menisco, Ale operato due volte, le gravi assenze per la coppa d'Africa, il doppio Covid Theo-Brahim, il triplo Covid Cala-Fik-Capitano, le assenze di Ibra e Giroud in contemporanea ad Anfield e allo Stadium. Siamo solo all'inizio, mettetevi comodi. Pensateci ragazzi, di cosa siete stati più forti fino ad oggi: il fuorigioco geografico di Giroud, Serra, Udogie, la Var che nella cerchia daziale di Torino toglie sempre agli stessi e dà sempre agli stessi nel giro non di una, non di due, ma di tre partite. Abbiamo conosciuto gli infortuni al muscolo otturatore, la vite percutanea nello scafoide, la regione adduttoria. Ma non ci ha destabilizzato niente e nessuno, nemmeno l'assenza di gol di Zlatan e di Ante nel girone di ritorno. Niente, nulla, non siamo quelli che piangono per la bua a centrocampo o per l'assenza del vice una tantum, noi siamo quelli che spostano le montagne della sfiga, che si rialzano, che reagiscono, che deglutiscono con eleganza rispetto a cattiverie e sberleffi, che fanno spallucce davanti alle sentenze già scritte. Siamo quelli che tirano dritti, siamo quelli che non drammatizzano, siamo quelli che non fanno i prepotenti. Siamo la squadra più giovane degli ultimi 20 anni in lotta per lo Scudetto a poche giornate dalla fine. Siamo noi, quelli cerbiatti ma veri, quelli giovani ma temprati, quelli a cui nessuno regala niente. Nemmeno a Roma contro la Lazio ci regaleranno nulla. A proposito ragazzi, non fate caso, non leggete. Ci dicono che l'Olimpico domani sera sarà molto rossonero. Nella speranza che nessuno faccia ricorso su questo per ripristinare il fattore campo e che nessuno sposti Lazio-Milan per dar modo alla curva biancoceleste e al presidente Lotito di mettersi d'accordo (a questo punto nessuno se ne stupirebbe), pensiamo solo a Sarri e ai suoi giocatori. Che sono forti e centrati tatticamente, che sono pieni di risorse e di voglia di far bene. Ce la giochiamo contro di loro, noi e loro, sperando che nessuna decisioni cervellotica e astrusa arrivi a inficiare, a contaminare, a condizionare almeno questa partita. Almeno.