Il Natale di Massimo Galli. Ecco cosa succede a Theo. Calha, se ci fosse Raiola? Sandro a occhi chiusi.

14.11.2020 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Il Natale di Massimo Galli. Ecco cosa succede a Theo. Calha, se ci fosse Raiola? Sandro a occhi chiusi.

Non mi nascondo nulla, credetemi, del momento drammatico che stiamo vivendo come esseri umani. Dobbiamo stare a casa, stringere i denti e avere in testa come bene primario la salute pubblica. Dobbiamo osservare le regole di distanziamento e di igiene: cristallino. Di più. sacrosanto. Piangiamo i tanti, troppi, morti. E stiamo vicini ai medici e agli infermieri, oggi come allora in trincea a proprio rischio e pericolo. Nessun negazionismo e nessun riduzionismo, mancherebbe altro sia in questa vita che nella prossima. Ma, vi prego, per piacere, fatelo tacere. Perchè come esseri umani tendiamo, anche illudendoci, anche l'illusione dà un po' di forza, a vedere una luce fioca attorno al tunnel. Ma appena si parla di vaccino, di riduzione dell'Rt con il lockdown in corso, di qualsiasi cosa che assomigli ad un barlume di ripresa, arriva lui. Sprezzante, spietato: scordatevi il vaccino, state a casa, passate il Natale come vi dico io. No, stra no e ancora no! Certo che passeremo il Natale su Skype, ma se lo dice con sensibilità e rispetto il professor Bassetti, lo si fa volentieri, da persone libere e consapevoli. Appena parla Massimo Galli, è solo buio, solo tragedia, solo costrizione. Sa comunicare con la leggerezza di un elefante in un negozio di porcellane. Stando in casa dobbiamo combattere e per combattere ci vuole anche un filo di speranza per il futuro, per i nostri figli, per le nostree famiglie. Cosa che Galli non contempla e non accetta: zitti e chiusi in casa per sempre. No! Fatelo tacere, perchè quel che dobbiamo fare lo dice male, malissimo, senza sensibilità e senza tone of voice. E in momenti come questi, in cui siamo tutti più deboli e più vulnerabili, fa doppiamente male. Parli il governo, parli Arcuri, parli l'Istituto Superiore di Sanità, parli il Cts. Parli chi deve parlare, non lui e non come fa lui. Grazie.

Dopo aver stimolato Theo Hernandez proprio su queste colonne, e dopo aver ricevuto le richieste di chiarimento da parte di tanti tifosi, ho osservato il nostro Theo con ancora maggiore attenzione. E mi conforta in questo il parere di Demetrio Albertini, amico, gloria, presidente del Settore tecnico della Figc. Si sta italianizzando, dice Demetrio. Ed è vero. Non poteva passare la vita a mille all'ora sulla fascia come nei primi 6 mesi. Le sue scorribande, se guardate bene, le fa ancora, tanto che con il Verona si è presentato due volte solo davanti al portiere. Ma è molto più attento, ed è molto più efficace, nei movimenti difensivi palla a terra. Adesso deve fare ancora uno sforzo: migliorare nella difesa su palla alta, dopo aver preso gol sul suo palo da Dzeko e da Ceccherini pochi istanti prima della deviazione vincente di Barak. Quando sarà tutto a posto e quando gli verrà naturale difendere come si deve difendere in Italia, senza "pensare" troppo, le scorribande in avanti aumenteranno e torneranno di livello. Theo non si sta riducendo, ma si sta completando, si sta evolvendo. Prima o poi doveva succedere.

E se fosse stato Raiola a proporre Calhanoglu all'Inter? Striscioni e proteste di massa...Ah! La visibilità del procuratore...Ma veniamo a noi: comprensibile che Hakan cerchi l'ultimo contratto top della sua carriera, ma tutto va contemperato. A sette milioni non esiste club al mondo, tra stadi vuoti e bilanci che gridano vendetta, che possa fargli il contratto. Ma il tema è un altro e lo sollevo io che sono stato da sempre un ultrà di Calha: al Milan ci ha messo due anni e mezzo prima di essere impiegato nel ruolo giusto, perchè gli allenatori di prima non erano disposti a cambiare modulo per lui. Pioli lo ha fatto ma non per lui, bensì per tutti. E' un giocatore di cachemire Calha e proprio per questo non un giocatore facile. Per il bene di Hakan: se va all'Inter nel 3-5-2 di Conte che succede? E se poi arriva Allegri che, ahime, non lo vede, stessa domanda che succede? Se va nel 4-4-2 di Simeone avrebbe la stessa libertà di manovra che ha oggi nel Milan? Certo che no e tantomeno nello United dove nel suo ruolo gioca Bruno Fernandes. Quindi l'incremento del contratto deve essere proporzionato alle prospettive tattiche e di impiego. E' solo al Milan, se l'invisibile procuratore di Hakan ci pensa bene, che si può trovare la giusta via di mezzo. Certo, mai a 7 milioni e nemmeno a 5 se è per quello. Altrimenti non sarebbe una via di mezzo...Dai, forza.

E Sandro Tonali? Mi è piaciuto molto nel primo tempo di Italia-Estonia. Così come mi era piaciuto moltissimo a Vila do Conde e a Udine. Tranquillo Sandro, sei, resterai e sarai uno dei nostri. Oggi si dicono di te le stesse cose che si dicevano un anno fa di Bennacer. Visto oggi Isma? Sarà così anche per te fra un anno. Non ci sono dubbi, è tutta crescita. Qualità e carisma, ci sono. Si tratta di ambientarsi. A Brescia avevi una squadra cucita addosso a te, oggi sei tu che devi inserire la tua stoffa in quella della squadra. E così sarà, senza se, senza ma e senza dubbi. Per noi del '65 sei un figlio. E per tutti i tifosi rossoneri sarai un grande giocatore. Avanti così.