Il pomeriggio di Pato
Ha fatto tutto lui. Nel bene e nel male. E' stato il Papero, in versione super per l'occasione, ad incanalare in maniera favorevole la sfida casalinga con l'Atalanta che permette ai rossoneri di mantenere invariate le distanze dall'Inter e di mettere a segno un colpo importante in ottica Champions. Roma a -3, in attesa del big match dell'Olimpico di sabato prossimo, Palermo (ora quarto dopo la vittoria di Torino) a -11, Juve e Napoli addirittura a 13 lunghezze.
Una doppietta irresistibile che stronca le ambizioni di un'audace Atalanta, che nei primi 30 minuti di partita ha il merito di mantenere il pallino del gioco e di impensierire Abbiati con un paio di conclusioni da fuori area. Una perla, addirittura, per capacità di coordinazione e di abilità nel calciare la prima delle 2 reti.
Sembrerebbe il racconto di un pomeriggio di festa a San Siro, impreziosito anche dai soliti numeri di Ronaldinho, dalla rete-speranza di Valdes per i bergamaschi e chiuso dalla prodezza numero 9 in campionato di Marco Borriello. Il modo migliore per celebrare un ritorno in Nazionale quanto mai meritato per il bomber napoletano.
Ed invece, al minuto 33 della ripresa, uno scatto che sembra il prologo ad un'accelerazione devastante, una progressione irresistibile verso l'area di rigore avversaria e poi quella frenata improvvisa; la mano che subito cade sulla parte posteriore della coscia destra e Alexandre che crolla al suolo.
Nel giro di pochi attimi la platea della Scala del calcio passa dall'esaltazione per la prepotente partenza da metà campo del giovane attaccante brasiliano ad un brivido che corre lungo la schiena di tutti i sostenitori milanisti. Si intuisce immediatamente che si tratta si un problema muscolare di non lieve entità, anche se col passare delle ore la situazione lascia trasparire qualche timido segnale di ottimismo. I primi esami di domani chiariranno l'entità del problema, ma la partita contro gli uomini di Ranieri e soprattutto l'incontro da dentro o fuori contro il Manchester del 10 marzo appaiono obiettivi irraggiungibili.
Il pensiero va inevitabilmente al periodo di assenza di Ale (dal 6 gennaio alla data del rientro con gol contro l'Udinese, 12 febbraio) prima di questo nuovo stop, quando i leonardiani, dopo una partenza sprintante e corroborata dai risultati (3 vittorie consecutive prima della battuta d'arresto nel derby), avevano denotato non poche difficoltà a rimpiazzare un giocatore di tali qualità e assolutamente imprescindibile nello scacchiere tattico.
In questa formazione nessun altro è in grado di cambiare clamorosamente il passo e spaccare la partita in due come il fenomeno carioca ed il Milan perde tantissimo in termini di pericolosità ed efficacia offensiva.
Se in campionato la soluzione più ovvia per la sua sostituzione sembra l'utilizzo del recuperato Mancini, elemento ancora da scoprire o meglio da rivitalizzare dopo l'evanescente apparizione in nerazzurro, in ottica Old Trafford le prospettive cambiano in maniera drammatica.
Per rimontare due reti ai Diavoli Rossi, freschi vincitori della Coppa di Lega inglese, il Papero sarebbe servito come il pane e, mettendo in preventivo di non averlo abile ed arruolabile, ancora una volta ci affidiamo alla straordinaria genialità del nostro allenatore. Capace come pochi di ribaltare più volte lo schieramento dell'undici iniziale e di garantire sempre e comunque un alto coefficiente di classe e spettacolarità.
Del resto, se ti chiami Leonardo un motivo ci sarà...
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