Jovic sorpresa come Theo e Diaz. In arrivo da Madrid per lo scudetto o la coppa: 3 motivi per vincere in Italia e in Europa

29.12.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Jovic sorpresa come Theo e Diaz. In arrivo da Madrid per lo scudetto o la coppa: 3 motivi per vincere in Italia e in  Europa

La priorità per il mercato di gennaio è un difensore, perché l’assenza di Kjaer si è sentita più di quella di Ibrahimovic, visto che davanti i gol sono sempre arrivati, mentre dietro Donnarumma ne ha sempre incassati e non certo per colpa sua. I nomi che affascinano di più, però, sono sempre quelli degli attaccanti e nel caso specifico anche perché non si hanno certezze sulla data di rientro di Ibrahimovic e soprattutto sulla sua resistenza, visto che gli anni sono 39 e il fisico malgrado le sue attenzioni non può essere quello di dieci anni fa quando arrivò per la prima volta al Milan e vinse subito lo scudetto. Malgrado la tattica del silenzio dai vertici del club, un attaccante deve arrivare e così dopo i nomi di Giroud e Scamacca, ecco affiorare quello di Jovic, 23 anni, bosniaco, ai margini del Real Madrid, un po’ per colpa degli infortuni, Covid compreso, visto che non gioca da fine settembre, e un po’ perché per i giovani è difficile trovare spazio nel club di Zidane. Sulle qualità di Jovic, però, sono tutti d’accordo e siccome nel Milan i giovani trovano subito spazio, ben venga questo terzo giocatore dal Real Madrid, che potrebbe ripetere le imprese di Theo Hernandez e Brahim Diaz, snobbati come lui a Madrid. Tra squalifiche e infortuni, c’è bisogno di un organico allargato, anche perché le 5 sostituzioni favoriscono i ricambi dalla panchina. Con Jovic e meglio ancora con un difensore, forse Simakan, il Milan potrebbe davvero puntare allo scudetto e/o alla coppa europea per almeno tre motivi.

Il primo motivo è il frutto del gioco, dell’affiatamento e di conseguenza dei risultati, perché dopo 14 giornate di campionato il Milan è l’unica squadra imbattuta, solo in testa, con più del doppio dei punti di un anno fa. Non si battono per caso o per fortuna l’Inter, il Napoli, tra l’altro fuori casa, e la Lazio, con o senza Ibrahimovic e Kjaer per parlare soltanto dei due titolarissimi.

Il secondo motivo è legato all’aspetto psicologico, perché il Milan non ha l’obbligo di vincere lo scudetto, al contrario della Juventus e della stessa Inter. E così grazie alla splendida partenza e alla velocità dei giovani tutti giocano in leggerezza, divertendosi e divertendo i tifosi, purtroppo soltanto davanti alla tv. Non a caso il video con i canti dei giocatori e il coro “Pioli on fire” è un’esclusiva rossonera, perché non si hanno notizie di altre feste simili nell’Inter, nella Juventus e tantomeno nell’Atalanta alle prese con il caso-Gomez.

Infine c’è il terzo motivo, non meno importante degli altri due, che si collega alla storia del nostro calcio, perché il fattore sorpresa gioca spesso un ruolo decisivo. Sorvolando sui casi eccezionali del Cagliari nel 1970, del Verona nel 1985 e della Sampdoria del 1991, per rimanere in casa Milan ci sono due precedenti che fanno ben sperare. Il secondo Milan di Rocco vinse lo scudetto del 1968 quando nessuno se l’aspettava con i “vecchietti” Cudicini, Malatrasi, Hamrin e Sormani, e nello stesso anno vinse anche la coppa delle Coppe. Poi c’è stato il Milan di Zaccheroni che vinse nel 1999 e anche in quella stagione fu una grande sorpresa per lo stesso Maldini che festeggiò il suo primo scudetto con la fascia di capitano dopo il ritiro di Baresi. Se è vero che non c’è il due senza il tre, il  Milan di Pioli ha tutto per vincere lo scudetto. E potrebbe fare altrettanto in Europa, visto che anche lì ha già vinto due volte la coppa dei Campioni dopo avere incrociato la Stella Rossa, nel 1989 con Sacchi e nel 2007 con Ancelotti. E allora avanti così e buon 2021 a tutti i lettori di Milan News.