L'alleanza col Genoa: al Milan un greco, all'Inter Sculli...
Com’è Allegri? E’ bravo? Come farà giocare il Milan? Riuscirà a vincere?
Nella società rossonera non c’è mai stata la cultura del “fai da te” imposta da Mourinho all’Inter: i giocatori li prende(va) il Presidente, poi o li indica(va) Braida e Galliani (anda)va a prenderli o viceversa. Nel 2007, vinta la Champions, Carletto timidamente chiese come regalo Eto’o e Ribery, ricevendo solo un paio di pacche sulle spalle – prima della pedata nel sedere di un annetto fa –. Come si può rispondere alle domande che si pongono i tifosi? Allegri è sobrio e deciso e giungono pareri positivi dai giocatori e dallo staff sul suo impatto a Milanello. E’ bravo? Fin qui nella sua carriera ha fatto cose discrete, anche Trapattoni ha vinto a Monaco di Baviera ma dovette andarsene da Cagliari… Come volete che lo faccia giocare, come volete che riesca a vincere, se non spremendo al massimo i cavalli che ha e che sono quelli da 3 stagioni? E con 3 stagioni in più sul groppone?
Allegri ha(veva) un vantaggio che ha abilmente, ma inutilmente, cercato di sfruttare. Ha pensato: arrivo in un periodo di vacche magre, inutile stare a chiedere Gerrard o Torres (o Dzeko o Fabiano). Proviamo a fare le cose “a tiro”, alla portata di questo Minimilan dei giorni nostri, per esempio un Lazzari qualsiasi, un Ledesma, un Blasi, o un Poli, o un Mannini. Macché: mentre la collection col Genoa porta a Milanello Amelia e un greco e all’Inter Sculli, è inutile stare lì a fare richieste strane anche se di seconda fascia. (Piccola parentesi: di Veloso al Milan si è parlato per 3 anni, va al Genoa insieme con Rafinha del quale si è parlato per 2 stagioni, buonissimi giocatori e di buona età, che costavano il giusto. Ma se il giusto è zero, allora bisogna fare con Yepes e Amelia).
Massimiliano Allegri dunque che fa? Qualcosa si inventa per forza. Mette Pato e Borriello un po’ più vicini all’area, più vicini alla porta.
Mette un trequartista alle loro spalle. Pensa di invertire Seedorf e Pirlo con l’olandese arretrato davanti alla difesa e il bresciano avanzato a ridosso delle punte. Ci aveva già provato più di una volta Ancelotti, con risultati modesti. Ma è perlomeno encomiabile che Allegri cerchi di (ri)dare qualcosa di suo. Intanto, con due attaccanti vicino alla porta le alternative di Huntelaar e Inzaghi diventano più credibili, perché se capiterà loro di giocare non dovranno farlo all’ala. E con un trequartista stabile nel modulo, Ronaldinho, Seedorf, Pirlo hanno un senso. Allegri si ricorderà che, nel ruolo di centrocampista, Abate è stato il meno peggio nell’ultimo Torino in serie A: nella scorsa stagione si è adattato e arrabattato a fare il terzino, perché non rimetterlo in concorrenza con Ambrosini, Gattuso, Flamini invece di accattonare un altro centrocampista?
All’autarchico Allegri si può dare qualche altra idea, dovendo – ripetiamo – arrangiarsi con quello che ha. Il vituperato Kaladze all’inizio della scorsa stagione aveva dato la disponibilità a ritornare, in emergenza, a fare il terzino sinistro. Visto che bisogna fare con quelli che si hanno, perché non metterlo come alternativa ad Antonini e non a Thiago e Nesta? Considerato che i terzini fanno meno danni dei centrali e almeno spingono un po’. Lo stesso dicasi per Bonera: terzino destro in alternativa a Zambrotta, non centrale dove ci sono già Papa e Yepes. Aspettando Onyewu, che sarà probabilmente il vero nuovo acquisto, sperando di averne bisogno il meno possibile.
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