La vergogna di Inter-Juve e parlano pure. La Serie A deve tifare Milan per rimanere viva. Max, il 4-3-3 "apre" la tua squadra

La vergogna di Inter-Juve e parlano pure. La Serie A deve tifare Milan per rimanere viva. Max, il 4-3-3 "apre" la tua squadraMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Da anni, perché mesi è troppo poco, la fanfara interista ci ha sempre indicato la via di quello che si poteva e non si poteva dire, di quello che è giusto e di quello che è sbagliato. Un po’ come accade con la comunicazione di centro-sinistra con l’attuale governo. Lo schema è sempre lo stesso, con un processo di beatificazione di ogni cosa che gravita attorno al mondo Inter e quando accadono fatti come quello di sabato sera, subito a tirar fuori episodi passati che nulla hanno a che vedere con l’atteggiamento antisportivo, subdolo, inqualificabile di Alessandro Bastoni. La Penna è un arbitro inadeguato a certi contesti, Rocchi ormai si è letteralmente bruciato la carriera politica dentro e fuori all’AIA con scelte sempre più discutibili con arbitri che non hanno un metro di giudizio univoco, che sorvolano in tutto e per tutto quello che fanno protestatori seriali come Barella e Lautaro Martinez, ma che dimostrano di avere il cartellino facile quando davanti hanno giocatori di altre maglie. E no, non mi riferisco all’espulsione di Rabiot di venerdì sera, perché lì il francese è stato un pollo nell’andare a parlare oltre modo con Fabbri. E Christian Chivu, che appariva come uno diverso, è un ipocrita esattamente come tutti gli altri. Perché la scusa che ha tirato fuori per giustificare il secondo giallo a Kalulu è tipica di chi sa bene come funziona il giochino. Avessero fatto una cosa del genere contro l’Inter (dubito) chissà se avrebbe avuto il solito aplomb.

Adesso, però, è arrivato il momento di dire basta, ma sul serio, agli scempi che si verificano in maniera sistematica, dentro la nostra Serie A. Una Serie A che può tenere viva solo il Milan di Massimiliano Allegri. Sì, proprio quel Max Allegri che viene vituperato, deriso, criticato perché non fa un calcio spettacolare dalla solita pletora di ex calciatori che sembrano avere la verità infusa. Il Milan imbattuto da ventitré giornate consecutive che è costretto, per sé stesso e per il prodotto calcio italiano, a dover vincere le prossime tre partite per arrivare al derby ad una distanza tale da poter cercare di pompare ossigeno nei polmoni di una competizione segnata, quasi indelebilmente, dai fatti di sabato a San Siro. Dovrà farlo passando prima sul Como, ma dovrà farlo cercando di evolvere il proprio atteggiamento e approccio alle partite. Seppur il Milan abbia vinto, Pisa mi ha lasciato – personalmente – un po’ di amaro in bocca su ciò che i rossoneri avrebbero potuto fare per indirizzare prima la gara. E non parlo del rigore di Füllkrug. Bensì di un primo tempo piatto, dove il gol di Loftus-Cheek è arrivato alla prima azione manovrata con tempi rapidi, incisivi e precisi.

In più, in questa fase determinante della stagione, Allegri dovrà capire come tarare il proprio attacco. Loftus-Cheek non è una prima punta, fa fatica a farla e spesso e volentieri gioca spalle alla porta a 50 metri dalla stessa. Vero, a Pisa ha fatto gol, ma non è il suo. Questa squadra si apre, tecnicamente, quando passa al 4-3-3 ed è quello il punto di caduta per sfruttare al meglio le proprie potenzialità tecniche.