Lo Scudetto dei maldipancisti, la volgarità degli attaccabrighisti

10.04.2021 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Lo Scudetto dei maldipancisti, la volgarità degli attaccabrighisti
MilanNews.it

Allora. Provo a seguirvi. Avete fatto le tabelle per mesi, quando il Milan era primo in classifica, con la lotta Scudetto Inter/Juve e il Milan confuso nella voce "Altro". Avete spiegato a noi mortali "come ti rimonto", e cioè come la Juve avrebbe potuto rimontare l'Inter in dieci mosse, proprio nelle settimane, e non sono state poche, in cui il Milan era primo. Avete sollecitato i tifosi italiani a spiegare se il primo posto del Milan fosse dovuto a rigori meritati o rigori fortunati. Ma, dopo mesi e mesi di insinuazioni e di scarso rispetto, venite a dire che l'unico che parlava di Scudetto era Pioli e che invece voi tutt'attorno avevate capito tutto? Da non credere. Eppure c'è di peggio. Facciamo un complimento al termine se definiamo infatti solo "surreale" il dibattito nato attorno alla frase, onesta e ineccepibile, di ieri in conferenza stampa da parte di Stefano Pioli: "Il termine Scudetto l'avete usato voi, noi abbiamo sempre e solo pensato al campo, vogliamo ancora dare il massimo e pensare di poterle vincere tutte, poi però si va in campo e le parole se le porta via il vento". Frase corretta, onesta, facilmente dimostrabile. Ma in realtà è stato il segnale dell'apriti cielo. Non fra giochisti e risultatisti, termini utilizzati in conferenza stampa a Milanello, ma fra maldipancisti e attaccabrighisti. I maldipancisti sono quelli che, sbugiardati dalle tante dichiarazioni di Pioli tutte in diversi periodi dell'anno ("L'obiettivo è riportare il Milan in Champions League", "Lo Scudetto è una lotta fra 7 squadre", "L'obiettivo è la Champions", "L'obiettivo è arrivare in Champions League"), si rifugiano in un angolo improbabile: quello che dicono i tesserati del Milan lo decidono loro e se il Milan ribadisce la propria posizione non ha diritto di farlo, la linea del Milan la fanno lorsignori. Incredibile, non tanto quando l'arbitro di Napoli e il varista di Bergamo designati per Parma-Milan, ma vero. Gli attaccabrighisti invece sono quelli che ci rendono orgogliosi: di essere diversi da loro. Tra tutti i giornalisti che seguono il Milan per professione, non ne conosco uno che si permetterebbe mai di definire "ridicolo" l'allenatore avversario. Del resto i curvaioli sono fatti così: non sono contenti di vincere, non gli basta, non li gratifica. Se non hanno qualcuno a cui rinfacciarlo, non riescono a goderne appieno. Debolezze umane, che mi limito a raccontare con il giusto livello di tenerezza, ben sapendo che la forza sta altrove. Sta ad esempio in queste parole: "Non ci esaltiamo quando siamo primi, non ci abbattiamo quando siamo secondi. Soprattutto non ci lamentiamo mai. Abbiamo avuto infortuni, Covid, ha mai sentito una parola di lamentela da parte del Milan? No, questo è lo stile Milan, un ingrediente fondamentale del nostro futuro”. Ma per sapere chi le ha dette con precisione, prenderò appuntamento da qualche maldipancista: lui sì che sa cosa dice il Milan, chi dice le cose del Milan, quali sono le linee e le posizioni del Milan. A noi non resta che tenerci stretto chi non si lamenta mai e chi nel proprio stile non contempla il fatto di incutere timore. Quindi con il Milan si può fare i fenomeni ed essere volgari. Tutto molto sciolto, tutto molto naturale. Anche se purtroppo il panorama che mi sembra di vedere è un po' questo: schiene dritte sulle pagliuzze e sui distinguo, bonsai sulle travi e sugli stipendi. Sia quelli in diretta che quelli in differita.