Mercato Milan, ci siamo! Assalto a mister X e occhio a un SMS di Kakà. Inter, bentornati piangina
Inizio di stagione migliore, forse, non poteva esserci ed ecco che, nella prima delle tre stracittadine in programma, TIM Cup esclusa, il Milan riprende da dove aveva lasciato ossia dalla vittoria di un trofeo, per la precisione e gli amanti delle statistiche la sesta Supercoppa di Lega, il titolo numero 28 dell’epopea Berlusconi e che consente al Milan di staccare l’Inter nel palmares e allo stesso patron di riallungare sul dirimpettaio neroazzurro Massimo Moratti che non aveva fatto mistero della sua volontà di raggiungere con 10 anni di meno, a livello di titoli nazionali, il pluridecorato collega.
Ma il match, dopo la bellissima punizione di Sneijder sulla quale Abbiati stava per compiere un miracolo degno di tale nome, si è incanalato sui binari rossoneri ed ecco che, puntuali come sempre, sono tornati i “piangina”, che si attaccano ad ogni episodio per giustificare la sconfitta perché ammettere di aver avuto un crollo verticale nella fase cruciale della partita, aver subito due gol nel giro di nove minuti e aver provocato una mezza rissa per un intervento infame di Thiago Motta sull’altro Thiago, quello forte con la maglia rossonera, è troppo duro ma d'altronde lo stile, e lo avevamo scritto un anno e mezzo fa rivolgendoci ad alcune esternazioni di Oriali, non lo si compra nemmeno nelle boutique più lussuose del centro di Londra.
Con la Supercoppa in bacheca (e in società c’è chi sta pensando di inserire una nuova mensola nella sala delle coppe di via Turati), e con i prossimi impegni dal tenore amichevole come la sfida in Svezia contro il Malmoe nella gara-amarcord per Ibrahimovic, il TIM e il Berlusconi, le attenzioni di tutti, giornalisti e tifosi, sarà catalizzata dall’assalto a mister X, o mister F.
L’Arsenal continua a rifiutare le offerte del Barcellona e aspetta l’incontro con Galliani e/o Raiola, con quest’ultimo che avrebbe già avuto un primo colloquio con gli emissari dei Gunners, per capire a quanto ammonta l’offerta rossonera quantificabile in 38 milioni di euro cash, con possibilità, già accettata, di pagare il giocatore in tre anni con lo stesso prezzo che potrebbe essere limato verso il basso qualora vengano inserite contropartite tecniche gradite al manager francese dei Gunners. Intanto Fabregas, per parola di Wenger, nella gara d’andata del play-off contro l’Udinese, non sarà in campo e ciò alimenta ancora di più le speranze e le voci che vorrebbero Cesc molto più vicino al Milan di quello che si pensi.
Intanto Ricardo Kakà spera di tornare e in un SMS ad un amico avrebbe rivelato che, questa estate, potrebbe essere quella buona per: “Tornare a casa”. Si, ma solo a titolo temporaneo visto che il Milan non vuole riprenderlo a titolo definitivo e, soprattutto, potrà permettersi solo un ingaggio top, ossia quello stanziato per Fabregas o l’eventuale mister X che non sarà Kakà.
In mezzo a tutto ciò, abbiamo solo una certezza: il Milan è pronto al grande assalto con Mino Raiola sempre in prima linea a giostrare come braccio armato di Galliani per coronare insieme un altro grande e importante sogno da far diventare una splendente realtà per un Milan sempre più forte e la Supercoppa ha emesso un altro verdetto: se stiamo bene, in Italia, non ce n’è per nessuno.
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