Milan: vendere e poi comprare

Milan: vendere e poi comprareMilanNews.it
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mercoledì 5 maggio 2010, 00:00Editoriale
di Stefano Donati

In un mercato in cui la parola d'ordine dovrebbe essere comprare i tifosi rossoneri ripetono con insistenza solo la parola vendere. Il verbo è utilizzato in modo incessante per esortare il presidente Berlusconi a passare la mano. Dopo la reazione dura di Leonardo che da tempo ha fiutato l'aria parsimoniosa che tira a Milanello, il rapporto tra il presidente e il popolo rossonero ha raggiunto il punto più basso di sempre. Tutti, ma proprio tutti, avrebbero risposto a Berlusconi come ha risposto il mister brasiliano. Non c'è un solo tifoso rossonero che tra i due in questo momento sceglierebbe il presidente. Inutile ripetere fino alla noia che grazie a Silvio il Milan è diventato il Milan, perchè è da tre anni che il presidente sta vivendo di riconoscenza.

E' il momento di investire, in modo massiccio. Troppi giocatori non sono stati sostituiti in questi anni, così non si può più andare avanti. Bene guardare al settore giovanile e ai giovani di talento ma non può bastare. Del resto è quello che ha sempre ripetuto lo stesso Adriano Galliani: per vincere servono giocatori già pronti e l'esempio dei vari Milito, Lucio ed Eto'o è talmente evidente da far male. I figli di Berlusconi, Marina in testa, hanno apprezzato il passivo di bilancio di molto inferiore a quello della scorsa stagione, peccato che sia dipeso totalmente dalla cessione di Kakà, un “cespite dell'azienda”, come lo chiamerebbe lei e che continuando su questa strada il Milan si ritroverebbe a lottare solo per un piazzamento in Europa League. Dunque, dato per scontato che Berlusconi ormai abbia tirato i remi in barca e che se Pato venisse ceduto i soldi finirebbero nelle casse della società come quelli di Kakà, la soluzione unica sarebbe quella di vendere la società, prima di pensare finalmente a comprare, per tornare ad essere il Milan, con la M maiuscola.