Milito persona seria. Matri, finiti i pregiudizi, Cellino: solidarietà vera. El Shaarawy: con affetto ma siete tutti matti

Milito persona seria. Matri, finiti i pregiudizi, Cellino: solidarietà vera. El Shaarawy: con affetto ma siete tutti mattiMilanNews.it
sabato 16 febbraio 2013, 00:00Editoriale
di Mauro Suma

Inizio scherzando, che è meglio di questi tempi. Finalmente Robi Scarpini è andato in doppia cifra con l'audience del suo editoriale domenica scorsa. Gli è bastato mettere il mio cognome nel titolo e i numeri sono schizzati verso l'alto. Bene, mi fa piacere. Ma, caro Robi, è la conferma di quello che tu non è che non capisci, mancherebbe altro, ma che non vuoi capire. Sulla mediaticità del Milan non c'è stato nessun sorpasso. Il Milan e i milanisti, come dimostra il nostro piccolissimo e umilissimo caso, sono i più mediatici di tutti e su questo punto non c'è e non ci sarà mai partita. Oggi, nel calcio italiano, ad intrigare giornali, siti e tv c'è solo il Milan con i suoi temi e suoi personaggi. Il punto è ben altro. E' dal punto di vista delle tutele mediatiche, per motivi evidentemente non solo calcistici, che l'Inter e gli interisti sono da sempre in vantaggio. Lì non solo non c'è sorpasso, ma non vi sorpasseremo mai. Passiamo a cose più tangibili. Diego Milito. Me lo aveva insegnato Andrea Pirlo, nei suoi ultimi anni in rossonero: guarda che Diego Milito è una persona seria. Vero, confermato, firmato e sottoscritto. Giocatore di sostanza e senza fronzoli in campo, persona di grande correttezza fuori. Mai una dichiarazione provocatoria, mai parole al vento, mai atteggiamenti sopra le righe. Milito è stato il vero, grande artefice dei successi nerazzurri del 2010. I sigilli a tutte le partite decisive li aveva messi lui. Implacabilmente, ahimè. Ma dopo Madrid è come se fosse scattata una sorta di maledizione. Dalla finale con il Bayern in poi, non ha più trovato pace. Infortuni a ripetizione. Fino all'altra sera. Negli ultimi tre anni, Milito ha trovato pace e continuità di rendimento solo in occasione, ri-ahimè, di alcuni derby. So che in questo calcio per alcuni è difficile essere solidali in pubblico con l'avversario, ma nel nostro caso e in quello di Milito non c'è problema. Anzi. Caro Diego, forza, affetto e stima. Senza riserve e senza titubanze di bandiera. Grande giocatore e persona perbene: chi è così, si rialza sempre.

Non ho mai capito, nè capirò mai perchè, avendo uno come Alessandro Matri, la Juventus in quest'ultimo anno e mezzo ha preso nell'ordine e con tutto il rispetto Borriello, Bendtner, Anelka e Llorente. L'anno scorso tutti i gol decisivi e pesanti per lo Scudetto juventino li ha segnati lui: penso, ma non solo, ai due con l'Udinese sotto la neve e a quello al Milan nel sabato sera del gol di Muntari. Quel sabato sera, c'era solo un giocatore da cui l'ambiente rossonero temeva il pareggio: Matri. E Matri fu. Attaccante moderno: corsa, tiro, colpo di testa, copertura degli spazi, senso del gol, opportunismo in area di rigore. Matri ha tutto per essere, e non da oggi, il titolare della Juventus. Eppure Borriello, eppure Bendtner, eppure Anelka, eppure Llorente. Tenuto quest'estate a Torino quasi per dispetto, anzi più per dispetto che per altro, ad un certo punto si è ritrovato addirittura ad essere il quarto attaccante bianconero dopo Vucinic, Giovinco e Quagliarella. Ma perchè? Per fortuna che il campo dice sempre la verità e che Matri sta tornando a colpire se e quando viene impiegato senza remore. Già, le remore. Quali? Tattiche? Strano, è l'unico vero uomo d'area che ha la Juventus...Comportamentali? Ri-strano, è un ragazzo bravo, serio ed educato. Peccati originali? Tri-strano, gli anni di Allegri e del Cagliari ormai sono lontani...

E' vero, sulla vicenda stadio Massimo Cellino ha fatto un gran casino. Ma agli occhi nostri, e non siamo nè piemme nè magistrati e quindi ci dichiariamo incompetenti sul piano civile e penale, essere casinisti non è un reato. E non bisogna infierire. Leggo intercettazioni, fra cui quella con il giornalista Ivan Paone: ma non c'è niente di rilevante! Perchè quando si entra in possesso di un po' di intercettazioni, in questo Paese, si sbatte tutto in pagina anche le conversazioni più innocue del Pianeta? Se Cellino si vanta di avere un gran bel spogliatoio, che problema c'è? Ne avrà anche diritto. Il gran casino in ogni caso c'è e l'autorità giudiziaria è sul chi va là. Ma Massimo Cellino ci si ritrova in mezzo per amore del Cagliari e dello sport. Se in qualche caso si è ritrovato a forzare qualche situazione e ad uscire dal seminato con le parole e magari con qualche comportamento, sia chiaro "se" dal momento che non tocca a noi stabilirlo, è perchè in questa vicenda dello Stadio del Cagliari ci ha rimesso tanti soldi ed è molto esposto economicamente. Perdere tanti soldi per un amore che non viene capito dal territorio e dalle autorità della propria terra, può farti male. E può farti deragliare. Non è una difesa d'ufficio del presidente Cellino e non è l'ultima parola sulla vicenda. Ma non condanniamolo senza se e senza ma, e soprattutto prima del tempo.

A volte questo nostro teatrino del calcio mi sembra una gabbia di matti. Sia ben chiaro, sono un adepto di Mario Sconcerti e il riferimento non è a lui, scrittore meraviglioso e analista, statistico, a molti carati. Ma se c'è qualcuno che davvero pensa che, per una partita balorda a Cagliari giocata dopo il mercoledì in Nazionale ad Amsterdam, uno come Stephan El Shaarawy sia in crisi o incompatibile con Balotelli, si faccia controllare bene. El Shaarawy a Gennaio ha regalato tre punti netti al Milan con la magia di Bergamo e a Febbraio, contro l'Udinese, è stato decisivo tre volte: assist per Balotelli sul primo gol, salvataggio pazzesco su Merkel nell'area di rigore del Milan sull'1-1 e volta verso il rigore nel recupero. Non salterà il Barcellona e se c'è chi lo pensa o lo dice ai microfoni, è perchè ha un monitor un po' difettoso. Quindi? Fermo restando che sulla compatibilità tecnica e umana fra Stephan e Mario (il giorno del suo arrivo a Malpensa, El Sha sfiniva tutti a Milanello: allora arriva? Quando arriva? E' arrivato?) sono già insorti Galliani e Allegri e non c'è alcun bisogno che altri come me si accodino, la domanda ad occhi sgranati è una e solo una. Quindi? Dov'è il problema? C'è qualche problema serio? Se sì, parliamone ma con dati di fatto veri. Altrimenti, lasciamo perdere. Un tema è tale se una vicenda dura per qualche mese o per tutta una stagione. Non per una partita una in una settimana sovraccarica di impegni. Su.