Non azzardatevi a non andare in Champions! Il gruppo è con Allegri. Modulo? Abbiamo capito

Non azzardatevi a non andare in Champions! Il gruppo è con Allegri. Modulo? Abbiamo capitoMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Si il titolo può ed è un po’ forte, volutamente, perché è un concetto chiaro a tutti: è assolutamente vietato mandare nel bidone dell’umido quanto fatto fino ad oggi. Perché la qualificazione in Champions League, che tutti davamo per certa, adesso torna ad essere un po’ più in ballo visto il momento della Juventus e il fatto che il Como non mollerà fino all’ultimo l’osso. La batosta di sabato pomeriggio contro l’Udinese ha lasciato il segno dentro lo spogliatoio. I tre cazzotti dei friulani sono arrivati belli diretti, in mezzo agli occhi, alla bocca dello stomaco e al mento e hanno fatto molto male. I fischi di San Siro, poi, sono stati una colonna sonora che i giocatori e l’allenatore si sono portati dentro negli spogliatoi. Sanno di esserseli meritati, perché il livello delle ultime prestazioni offerte – e non si parla di estetica – non è stato soddisfacente.

Ma di una cosa si può essere certi: tutto il gruppo squadra è graniticamente con Massimiliano Allegri. Le ultime settimane, quelle in cui addetti ai lavori e tifosi hanno chiesto a gran voce il cambio di modulo, non sono passate inosservate ai calciatori, che continuano a far blocco e gruppo attorno al proprio allenatore. Specialmente - da quanto saputo - non sono state gradite le critiche aprioristiche, quelle fatte dagli anti-Allegri per partito preso e che non hanno cognizione di causa di quello che accade ogni giorno a Milanello, ma parlano solo perché i social hanno dato loro una cassa di risonanza talmente ampia che li portano ad essere degli pseudo-guru. Eppure, qualcuno di loro, ha fatto carriera ad ottimi livelli e dovrebbe capire più di altri il perché e il per come di certe cose.

Oggi pomeriggio, prima dell’allenamento, i giocatori si troveranno nello spogliatoio e si guarderanno negli occhi. Non sarà un vero e proprio summit, anche perché quello che è successo sabato è stato talmente palese che l’unica cosa che c’è da fare e rimettersi con la testa bassa e a lavorare bene, con una voglia di rialzarsi subito e che ha nella trasferta di Verona la prima partita da non sbagliare. Ma servirà un atteggiamento complessivo diverso, è come se iniziasse un mini campionato nel quale il Milan deve arrivare primo per ottenere il suo scopo.

E un po’ sembra di esser tornati indietro a cinque anni fa, alla primavera del 2021. Il Milan, dopo aver abbandonato il ruolo di anti Inter, entrò in piena lotta Champions League con Atalanta, Juventus e Napoli e nonostante la vittoria a Torino con i bianconeri e il successivo 0-7 con il Toro, tutto si complicò alla penultima con il pari con il Cagliari che rese vitale il successo in casa dell’Atalanta. Ecco, c’è quel sentore lì, quella sensazione lì.

Tornando al discorso del modulo, non voglio e non sono uno che si nasconde: più e più volte ho scritto qui su MilanNews.it come il 4-3-3 sia il modulo che mi piace di più e che avrei voluto vedere applicato dal Milan. Bene, sabato ho capito perché questa rosa – per come è stata costruita – non può reggere questo sistema. Allegri non è un pirla, non è uno stolto, e se ha varato il 3-5-2 – che potrebbe avere una fase offensiva globale più cattiva – è perché la composizione a quattro dietro porta a problemi di tenuta importanti. E allora è giusto fare pubblica ammenda. Nella speranza che una squadra meglio assortita in estate possa dare ad Allegri più possibilità, sotto l’aspetto qualitativo, di poter lavorare meglio e con più giocatori idonei alle sue idee.