Non ditelo a Materazzi... Il futuro è aria fritta...

03.04.2021 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Non ditelo a Materazzi... Il futuro è aria fritta...

Il Milan è la squadra italiana col palmares internazionale più importante, dunque è anche il marchio più conosciuto all'estero. Lo certifica lo studio pubblicato di recente da YouGov, gruppo internazionale di analisi e ricerche di mercato: il brand "AC Milan" è risultato il più in vista nel mercato Usa e in quello cinese, almeno tra quelli relativi ai club calcistici italiani. La classifica ha messo a confronto la situazione fotografata a febbraio 2020 con febbraio 2021 ed è stata calcolata tenendo conto di sei indicatori: impressione su giocatori e allenatori, percezione della gestione, cultura del tifo, tradizione, qualità del gioco e successo del club. Tutto bene, ma non ditelo a Materazzi...A proposito, questa è la settimana in cui il top, BMW, è diventato sponsor di una squadra italiana di calcio. Qualcun altro ci aveva provato l'anno scorso, ma senza esiti. Quest'anno l'esordio, lo sbarco in grande stile è stato con il Milan. Ma anche questo non ditelo a Materazzi...A proposito, La leggenda del calcio italiano Paolo Maldini è stato ricevuto con tutti gli onori questa settimana alla sede centrale del gruppo Emirates durante il suo soggiorno a Dubai. Il calciatore del Milan, considerato uno dei più grandi difensori di sempre, ha incontrato Sir Tim Clark, Presidente Emirates Airline. L'incontro ha sottolineato il rapporto di quasi 15 anni tra Emirates e Milan. Ma anche questo non ditelo a Materazzi...

Veniamo a noi. Vedo troppi discorsi in giro, questo ormai non va più bene e allora riscattiamo lui, quest'altro se ne andrà e quindi prendiamone un altro, quest'altro ancora non rinnova e quindi via, basta, cambiamo, facciamo, gridiamo. No ragazzi, tutto questo agitarsi se non andiamo in Champions League può essere definito in un modo e solo in un modo: aria fritta. Vero che nel budget del Milan non c'è l'ossessione della Champions League, ma un progetto è tale se continua a crescere. L'anno scorso ad un certo punto era un miraggio anche la stessa Europa League ma poi è arrivata con tutti gli onori fino alla grande prestazione dell'Old Trafford. Quest'anno la qualificazione Champions sancirebbe un altro salto in avanti. In attesa del prossimo ancora. Ma la qualificazione di questa stagione non c'è ancora: ecco perchè non possiamo permetterci voli pindarici, di far finta che oggi non si giochi perchè tanto noi abbiamo già la testa al friccicorio di mercato di luglio. Ma no, ma certo che no. Il calcio è adesso, ragazzi. Non è fra tre mesi. E nel calcio di adesso abbiamo bisogno di tutti, delle risorse al massimo livello di ciascuno nostro giocatore, zolla di campo per zolla di campo, mattoncino per mattoncino. Da Gigio a Calha, da Romagnoli a Mandzukic, da chi volete voi a chi volete voi. Tutti importanti, tutti significativi, tutti decisivi. Ci aspettano 10 partite. Dobbiamo almeno fare gli stessi 20 punti delle 10 partite, stessi avversari dalla Sampdoria all'Atalanta, del girone d'andata. A 79 punti potrebbe essere Champions. Ma se per caso dovessimo fare gli stessi punti delle ultime 10 partite giocate nel girone di ritorno, i punti sarebbero 16. E a 75 punti con la concorrenza che c'è in giro sarebbe Champions? Forse sì e forse no, e il forse è una parola che nella posizione industriale del calcio di oggi non ci si può permettere. E siccome in 10 partite si possono fare 0 punti, 10 punti, 20 punti o 30 punti, ogni punto conta. Ogni giocatore conta, ogni contributo conta. Avanti con i nostri di adesso. I nostri. Poi si vedrà.