Non sfortuna, ma una evidente lacuna tecnica. Suggerisco a Pioli un’idea rivoluzionaria e coraggiosa: Ibrahimovic numero 10!

19.01.2022 00:00 di Carlo Pellegatti   vedi letture
Non sfortuna, ma una evidente lacuna tecnica. Suggerisco a Pioli un’idea rivoluzionaria e coraggiosa: Ibrahimovic numero 10!
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Giornataccia! Mai come in queste ore, odio Giambattista Vico e la sua teoria dei corsi e ricorsi storici. Mai come in queste ore odio il film: “Ricomincio da Capo” con Bill Murray. Qui non siamo a Punxsutawney, in Pennsylvania, ma a Milano, in Italia. Dopo un anno, siamo protagonisti di un incubo pauroso. Stesso avversario, lo Spezia. Stessa sconfitta. Un diffidato che viene squalificato. Là Calabria, qui Tonali. Stessa vigilia di un scontro decisivo. Nel 2021 Inter, nel 2022 Juventus. Incredibile! Con una variante fondamentale. Un anno fa, il Milan non entra in campo al Picco e perde giustamente 0-2. Lunedì il migliore in campo è stato invece il portiere Provedel. I rossoneri non hanno dunque meritato una sconfitta, figlia non come dice il Vico, di corsi e ricorsi storici che avvengono in base a un preciso disegno stilato dalla divina provvidenza. No, come nelle ultime due stagioni, qui parliamo dell’ennesimo errore  arbitrale decisivo perpetrato ai danni di Stefano Pioli e dei suoi Ragazzi. Come quello di Manchester, in Europa League, come i due di Cakir e Brych in Champions, come la decisione incredibile di Massa, che annulla la rete contro il Napoli, per fuorigioco “sdraiato e schiacciato”, unico e imbattibile record nella storia del calcio. Ieri è toccato allo sfortunato, si dice, Marco Serra. Errore!  Nessuna sfortuna! L’arbitro ha commesso lo stesso ed identico errore qualche minuto prima, quando ha fermato Calabria lanciato verso l’area, non concedendo il vantaggio. Per ripetersi, nel finale, sulla rete di Messias. Non è ripeto, sfortuna, ma una  evidente e grave lacuna tecnica. Dopo le lacrime di Serra e le sue scuse, dopo quelle dell’AIA, il mio stato d’animo e le mie sensazioni sono quelle di 50 anni fa. Le stesse! Anche allora al termine di un Juventus -Milan, dove fu negato un evidente penalty ai rossoneri, per fallo di Morini su Bigon, l’arbitro del match Concetto Lo Bello si presentò alla “Domenica Sportiva”, confessando il suo errore: ”Dovevo concedere il  rigore”. Per la cronaca, il Milan perse lo Scudetto della Stella, per un punto. Quel punto! Oggi è anche il giorno dei riconoscimenti. “Che bravo il Milan! Che stile il Milan, che non protesta ma lascia la parola all’equilibrio di Pioli". Oppure: "Un errore che potrebbe essere decisivo per il futuro del Milan e del Campionato!”. Ringrazio, ma sono affermazioni che non mi consolano, come non mi addolcirono l’animo quelle dopo il gol negato a Muntari. Chi infatti restituisce i quattro punti sottratti al Milan?

Chiuso l’affaire Serra, attendo ora le prossime mosse di mercato, legate alla annosa questione legata al difensore e magari la sorpresa dell’acquisto di un attaccante giovane, soprattutto nel caso di prestito di Pellegri. Intanto mi permetto di suggerire una clamorosa mossa a Stefano Pioli. L’idea nasce dall’aver appena finito il libro “Adrenalina" di Zlatan Ibrahimovic. A pag 234, “Ibra Supremacy” scrive: ”Questo mi piace: avere sempre il pieno controllo della manovra offensiva, conoscere la posizione di compagni e avversari, per poter decidere l’azione con un passaggio, un’imbucata, una sponda di testa". Il fuoriclasse svedese spesso gioca già da numero 10, muovendosi su tutto il fronte offensivo. Perché non affidargli la regia della manovra d’attacco, un lavoro che potrebbe svolgere con grande efficacia, vista la sua classe, la sua visione di gioco, la sua fisicità? Nessuno gli chiede di arretrare fino alla linea di centrocampo, ma potrebbe essere un fantastico punto di riferimento là davanti con Giroud o Rebic, punte centrali. Stefano Pioli è coraggioso. Una volta, in una conferenza stampa, gli ho citato una frase di Mario Draghi: "Se perdi il coraggio, perdi tutto!". Come Ancelotti ebbe l’idea geniale di inventare Pirlo davanti alla difesa, il “Duca di Parma” potrebbe rivoluzionare il Milan della seconda parte della stagione, maturando una convinzione, già palesata a Empoli con Kessiè, di mettere cioè più fisicità negli ultimi 20 metri. Sarebbe uno spettacolo veder fraseggiare Ibra con Leao, con Giroud o Rebic. Un’idea da coltivare, un suggerimento, spero, da non buttare!