Ora Van Basten insidia Filippo Galli

Ora Van Basten insidia Filippo GalliMilanNews.it
venerdì 7 maggio 2010, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Il capitolo “successione di Leonardo” al Milan vive qualche sviluppo nuovo. L’idea Filippo Galli è viva e attualissima, si insinua però con vigore un’idea di stampo presidenziale che potrebbe spostare i pronostici e i giochi di percentuali: Marco Van Basten. L’ipotesi è cara a Silvio Berlusconi da tempi non sospetti, ma oggi assume un carattere ancora più incisivo per molti motivi.

Il primo, e il più importante, è che il ritorno di una stella così luminosa nel firmamento rossonero darebbe impulso, appeal e un minimo di curiosità (se non proprio entusiasmo) in una tifoseria disorientata e depressa. Van Basten costa meno di Rijkaard ed esercita indiscutibilmente un fascino maggiore. Il secondo è che il suo ingaggio fungerebbe da maschera a un mercato che si annuncia ancora assolutamente dimesso, comunque privo di colpi sensazionali. Un altro motivo, oltre alla continuità del dogma “il Milan ai milanisti”, è il suo grande rapporto con la stampa, l’ambiente, il pubblico al di là di ciò che Marcellino costituiva con le sue magie in campo. Van Basten ha lingua e carisma, collaudate anche da allenatore come C.T. dell’Olanda e poi tecnico dell’Ajax. Oltretutto, così come accaduto con Leonardo nei primi mesi della sua condizione, la gente sarebbe disposta ad avere pazienza, disertando lo stadio piuttosto che contestando.



Ci sono alcune sostanziali controindicazioni, però. Rispetto all’ultimo punto, bisogna anche dire che sono passati quasi 20 anni dalla sua appartenenza al Milan e le cose sono molto cambiate in tutti i sensi, nell’ambiente come nella filosofia gestionale della società e della squadra pur essendo rimasti i medesimi reggenti. E’ vero che il suo pedegree da tecnico non è sensazionale (così così con l’Olanda, male con l’Ajax dove dovette dimettersi tra i fischi dei tifosi lancieri e le aspre critiche della stampa), ma è vero anche che la sua volontà di rivincita personale potrebbe passare sopra alle lacune attuali del club di via Turati e della rosa della prima squadra. Van Basten, cioè, potrebbe non avanzare richieste di mercato utopistiche e “accontentarsi” dei giocatori che il club gli dovesse mettere a disposizione. La scommessa-Milan resta intrigante a prescindere, anche se le possibilità che escano i numeri vincenti sono sempre più basse.

Van Basten ha idee offensive sia pure tatticamente rigide e si sposa perfettamente con il lavoro che Leonardo lascia in sospeso. Quante volte abbiamo sentito ripetere dal Cigno di Utrecht: “Ho capito Arrigo Sacchi solo quando ho smesso di giocare. E aveva ragione lui”.

Il problema Seedorf non esiste: Clarence e l’ex C.T. arancione sono due persone intelligenti, il fatto che uno non convocasse l’altro in Nazionale non significa che a livello di club la convivenza debba essere segnata da quel precedente. Esiste semmai la possibilità che Van Basten, più di Filippo Galli il quale giura di non sapere assolutamente niente del suo futuro, possa almeno pretendere che Pato e Ronaldinho non se ne vadano, il che allo stato attuale sarebbe già non poca cosa.