Pronti e via: il Milan e già bello, vincente e spettacolare. Il presidente Berlusconi e Galliani grandi protagonisti
Ciak, buona la prima. L'avvio col botto rilancia sopiti entusiasmi anche per la presenza sugli spalti del nuovo acquisto Zlatan Ibrahimovic. Il largo punteggio, rifilato dal Milan al derelitto Lecce, è un motivo di soddisfazione non solo per la goleada, ma soprattutto per il gioco espresso, a tratti addirittura spettacolare. Sicuramente l'inconsistenza dell'avversario ha influito non poco, ma è altrettanto vero che quando i rossoneri possono esprimersi con ritmi più congeniali, sul piano squisitamente tecnico hanno pochi rivali. Se poi a questa squadra si aggiunge un fuoriclasse come Ibra allora è lecito sognare. Il bosniaco-svedese è un campione dotato di tecnica, potenza, velocità, forza dirompente, il tutto miscelato in un fisico da corazziere (195 centimetri di altezza per 95 kg). Zlatan è' uno dei pochi giocatori che, anche nelle giornate non esaltanti della squadra, con una prodezza personale può vincere da solo qualsiasi partita. Lo ha dimostrato nel recente passato. Basta un lancio lungo negli spazi per innescarlo e quando palla al piede si fionda verso la porta avversaria, sfruttando la sua mole gigantesca, è inarrestabile. Ibra a Barcellona non ha trovato estimatori ciononostante nei 46 match disputati ha messo a segno 22 reti. Non male. In precedenza nell'Inter i gol sono stati 66 in 117 partite. Nella Juventus invece lo score era di 92 partite e 26 reti. Un bomber in grado andare a bersaglio sotto tutto le latitudini. Oltre che bravo si porta appresso pure l'etichetta di portafortuna considerato che ha vinto 7 titoli nazionali nelle ultime 7 stagioni. A Barcellona lo hanno costretto a ricoprire il ruolo di terminale offensivo piazzandolo nel cuore dell'area di rigore ma Ibra non è un centravanti Lo svedesone ha bisogno invece di partire da lontano. Fantasia e potenza completano il variegato repertorio.
Col suo arrivo noi milanisti dobbiamo ricrederci. Niente più polemiche nei confronti della dirigenza. Presidente compreso. Elogi incondizionati ad Adriano Galliani abilissimo e scaltro nell'imbastire e concludere trattative che sembrano impossibili senza spendere una fortuna. Ibra, infatti, arriva al Milan in prestito gratuito per una stagione con l'obbligo di riscatto fissato in 24 milioni da versare in 3 rate annuali. Un affare se si considera che solo l'anno scorso il Barça sborsò 50 milioni cash, più la cessione di Eto'o. Certo, l'ingaggio, 8 milioni netti per 4 anni per un totale di 32 milioni che al lordo diventeranno circa 60, è oneroso. Un cospicuo investimento però distribuito nel tempo. Ai tifosi i conti economici interessano poco o niente. A loro interessa molto di più che la squadra sia in grado di rivaleggiare con le prime della classe in Italia e in Europa. Ora con lo svedese, che assicura tanta qualità e molti gol, il Milan non è secondo a nessuno. La vittoria sul Lecce è una fondamentale iniezione di fiducia che ha l'effetto di galvanizzare la squadra e tutto l'entourage consapevoli dei notevoli mezzi tecnici e dell'accresciuta competitività. Pato ha dato spettacolo, Ronaldinho ha deliziato la platea, Pirlo ha confermato di essere un regista inimitabile, Seedorf ogni tocco è una raffinatezza che manda in solluchero, Thiago e Nesta sono le fondamenta di un muro invalicabile. E poi ecco Superpippo, che a 37 anni conserva l' entusiasmo, la felicità e la voglia di divertirsi della prima ora. Pippo, un gol (è il 122esimo in rossonero a 2 lunghezze da Van Basten, mentre 310 sono le reti complessive di cui 153 in serie A così distribuite: 2 nel Parma, 24 nell'Atalanta, 57 nella Juventus e 70 nel Milan), un palo e un paio di occasioni terminate a lato di poco in soli 30 minuti sono lì a testimoniare che può ancora essere utile alla causa. Euforia a mille. Onore e meriti spettano di diritto pure a Mister Allegri, abile tessitore, che con garbo e serietà professionale sta facendo un ottimo lavoro.

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