Una sola triade: Rangnick, Glasner, Ozek. Sono convinti su Herr Ralf? Baruffe rossonere. Scelte al contrario. NORMALITÀ!
Nessuno ha fretta. Nessuno si preoccupa.
Né a “Casa Milan” né in Seestadtstrasse 22, a Vienna, sede della ÖFB, la federazione calcio austriaca. I tifosi del Milan non sanno, da diciassette giorni, quali figure occuperanno tutti i ruoli apicali. Non sanno ancora chi sarà l’Amministratore Delegato, l’allenatore, il direttore sportivo, il capo scouting. Le avversarie intanto stanno già lavorando alacremente per migliorare la rosa, molte con tecnici nuovi già pienamente operativi.
Nessuno ha fretta. Nessuno si preoccupa.
Il Milan e i “cacciatori di teste” continuano così nel loro casting, contattando figure, per nascita anagrafica e calcistica, totalmente differenti una dall’altra. Con il rischio, come nelle barzellette, che arrivi un CEO inglese, un allenatore tedesco, un direttore sportivo spagnolo e un capo scouting francese. È così difficile affidare lo sgombero delle macerie e la ricostruzione a un ingegnere, che deciderà quale sarà l’architetto, il geometra, il capo cantiere e il responsabile delle vendite? Credo che il quarto piano sia diviso, come al solito negli ultimi trentasei mesi, sull’ipotesi di perdere qualche leva di comando, con delega completa a Herr Ralf. Cardinale e Calvelli forse tendono a questa soluzione, mentre Ibra, secondo le indiscrezioni, avrebbe molte remore a lasciare totale spazio al dirigente tedesco.
Attendono sempre notizie coloro che vogliono abbonarsi “per non lasciare lo stadio... in mano ad altri, per non diventare complici di quelli che sognano San Siro senza il tifo organizzato. Altri invece sono di parere opposto, decisi a disertare la campagna abbonamenti per protesta contro la filosofia, contro le strategie, contro i miseri risultati degli ultimi tre anni cardinaliani. Sarebbe bello che ognuno prendesse, in totale libertà di pensiero, la sua decisione, senza che nascessero zuffe verbali, sempre dolorose tra fratelli rossoneri.
Nessuno ha fretta. Nessuno si preoccupa.
Anche gli appassionati di calcio austriaci vorrebbero capire se Ralf Rangnick, che ha confermato le sue qualità portando una squadra di normale levatura al Mondiale USA, continuerà la sua avventura con la Nazionale. L’allenatore di Backnang è affascinato dalla possibilità di assumere il ruolo di plenipotenziario di un club prestigioso come il Milan, ma vuole le chiavi del progetto, senza interferenze né disturbi. Ora attende la risposta del Milan, cercando di rimandare la risposta alla Federazione Austriaca. Il tempo intanto scorre e siamo quasi a metà giugno, a qualche settimana dal primo giorno di lavoro, fissato per il 12 luglio da Max Allegri. Sarà d’accordo il nuovo allenatore?
Nessuno ha fretta. Nessuno si preoccupa.
Io sono favorevolissimo, lo ripeto all’infinito, a una soluzione che vedrebbe, alla testa della società, Massimo Calvelli come CEO. Ralf Rangnick a capo dell’intero progetto. A lui scegliere l’allenatore, Oliver Glasner o Mathias Jaissle. Come direttore sportivo il mio preferito è Devin Ozek, creatore, insieme a Simon Rolfes, del miracolo Bayer Leverkusen, bravo a interrompere il dominio del Bayern Monaco e a conquistare la finale di Europa League. Il capo scouting deve essere individuato sempre da Rangnick, che vorrebbe anche gestire il settore giovanile.
Sembrerebbe comunque l’ennesima decisione curiosa e particolare di questi ruggenti, molto ruggenti, anni ’20, quella di scegliere l’allenatore prima che il direttore generale e il direttore sportivo. A leggere le indiscrezioni delle ultime ore, Oliver Glasner infatti sarebbe stato già scelto per la panchina, con un contratto fino al 2028. Lui avrebbe deciso di essere affiancato, come direttore sportivo, da Christoph Freund, che lascerebbe il Bayern Monaco, o da Marcel Schäfer, oggi direttore generale del Lipsia.
Quindi l’allenatore sceglierebbe i direttori sportivi, poi verrebbe inserita in organigramma la carica di direttore generale, poi quella di capo scouting (scelto da chi? Mah!) e infine verrebbe designato l’Amministratore Delegato.
Non ci credo! Non ci voglio credere!
Speriamo che siano solo voci, a meno che nello sport americano funzioni così e che tutte le altre squadre europee dunque sbaglino, quando partono dall’alto per formare l’organigramma e assegnare le cariche societarie.
L’ho ripetuto spesso in questi giorni. Vorrei cancellare dalla storia presente e futura del Milan il sostantivo “DIVISIONE”, con la speranza che ne venga usato un altro, tanto semplice quanto impossibile, in questa sconcertante fase storica del Club: “NORMALITÀ”!

Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
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