Pippo, che emozione. Era sufficiente leggere il Vangelo secondo San Matteo. Come Magellano e Vasco da Gama

Pippo, che emozione. Era sufficiente leggere il Vangelo secondo San Matteo. Come Magellano e Vasco da GamaMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

C’è stato un dibattito, ovviamente social, sulla scelta di mettere sotto il colletto della seconda maglia ’26-’27 la scritta: “Dopo Istanbul, c’è sempre Atene”. Innanzitutto mi sono emozionato rivedendo Pippo Inzaghi con la maglia bianca di quella indimenticabile notte di Atene, quando Giove, dal vicino Partenone, si deliziava per le prodezze di “Pippo, Pippo mio”, accompagnato dalla cetra di Apollo, dio della musica. La scritta ha il riferimento chiaro ed evidente alla partita contro il Cagliari o, estendendo il periodo temporale, all’ultimo campionato, anzi alle ultime tre tristi stagioni. Non so se quelle parole siano state fortemente volute da Gerry Cardinale, ma sembra che il fondatore di RedBird cominci a ben capire che cosa rappresenti guidare e gestire il Milan.

Ma dopo Cagliari, che cosa viene? Innanzitutto una stagione senza divisioni, senza conflitti, con una grande comunità d’intenti, totalmente mancata negli ultimi anni. Invece di consultare i trattati di finanza, sarebbe stato sufficiente leggere il Vangelo secondo San Matteo, 12, 25, dove è scritto, come ho già ricordato: “Omne regnum divisum contra se desolabitur”, traduzione: “Ogni regno diviso in se stesso va in rovina”. Quello accaduto al Milan!

Finalmente intanto sono già al countdown, perché manca solo qualche giorno al debutto del nuovo Milan di Amorim. Servirà un poco di pazienza per apprezzare il lavoro del tecnico portoghese, ma una parvenza, un abbozzo del suo stile di gioco potremmo già intravederlo. Sono molto curioso, sul piano dei singoli, di vedere il debutto di Gila, fortissimo difensore, per capire se verrà impiegato a destra o al centro della difesa. Poi quale Comotto e Camarda abbiano restituito al Milan la loro esperienza a Spezia e Lecce. Il giocatore che mi intriga di più è però Andrej Kostić, che potrebbe essere la grande e clamorosa sorpresa della stagione.

Per concludere, significativa la permanenza di Modrić e di Rabiot, perché è il chiaro segnale che siano stati convinti della bontà del progetto.

Mancano ancora importanti tasselli per l’assetto definitivo della squadra, ma i nomi che circolano sono interessanti prospetti. Oggi ipotizzare i 25 giocatori della rosa è un azzardo, ma mi fido di Amorim. È nato nella terra di Magellano e Vasco da Gama. Non gli mancano quindi il coraggio e lo spirito d’avventura dei due grandi navigatori ed esploratori. D’altra parte le acque blu del Capo di Buona Speranza non sono certo più insidiose dei campi verdi della Serie A.