RICKETTS IL VINCENTE: DALLA MALEDIZIONE DELLA CAPRA A DONALD TRUMP. MA LA SORPRESA SOCIETARIA È DIETRO L’ANGOLO
Verrà ricordato come l’uomo capace di acquistare l’Ac Milan da Silvio Berlusconi per oltre un miliardo di euro. Non passeranno alla storia invece le sue conferenze di stampo minimalista, nè le sue esultanze low profile in tribuna a San Siro. Maggiormente impressi nella memoria dei tifosi i patemi d’animo scatenati da questo misterioso imprenditore cinese, capace di arrivare al Milan e nel giro di un paio di mesi avallare un mercato da oltre 200 milioni di euro, salvo poi far gridare allo scandalo il mondo intero per la sua impalpabile consistenza patrimoniale.
Oggi però la speranza del popolo rossonero è un’altra: che Yonghong Li non resti negli annali della ultracentenaria e gloriosa storia del club per essere stato il principale responsabile della sanzione più umiliante e pesante possibile: la squalifica dalle coppe europee. Non che la sentenza attesa già lunedì dall’Adjudicatory Chamber dell’Uefa possa riservare sorprese positive ai già fin troppo provati fans del diavolo, ma la speranza di poterla poi ribaltare al tribunale di Losanna con un abile colpo di mano è concreta. Specie se dovessero trovare conferma ed ulteriore solidità le tante notizie venute fuori nelle ultime ore sul prossimo passaggio di quote dell’Ac Milan da mister Li al Mister X americano.
C’è gran fermento su questo fronte. Ieri abbiamo registrato - e accolto con gran sollievo - la pubblica dichiarazione d’interesse della famiglia Ricketts nei confronti del club rossonero. E la speranza che, dopo aver riesumato i Chicago Cubs dall'oblio, Tom Ricketts possa riportare al trionfo nazionale ed internazionale anche l’ex club di football più titolato al mondo è più che giustificata.
Giusto per inquadrare storicamente la portata dell’impresa del patron dei Chicago Cubs, la storica squadra di baseball è stata acquistata nel 2009 per 875 milioni di dollari e portata al successo nel 2016 nelle World Series, mettendo fine ad un digiuno che durava da oltre un secolo (nel 1908 l’ultima vittoria dei “Cubi”). Soprattutto annullando quella che è diventata negli anni la famosa “maledizione della capra” risalente addirittura al 1945. Un tal Sianis, tifoso decisamente sui generis e proprietario della Billy Goat Tavern, decise di portare la capra di nome Harvey simbolo della sua taverna allo stadio Wrigley Field di Chicago per vedere la quarta partita delle World Series contro i Detroit Tigers, naturalmente dopo aver comprato regolare biglietto. Purtroppo per la storia della franchigia, Sianis fu cacciato perché la capra puzzava, da qui la sua maledizione: «Non vincerete più, perché avete offeso la mia capra». E in effetti i Cubs persero quelle finali e da allora non vinsero più per oltre 70 anni, fino all'arrivo del nuovo proprietario che, grazie ad intuizioni geniali e alla valorizzazione del team, ha condotto i rossoblu di Chicago al trionfo 2016.
E a proposito di sfide, malgrado sia diventato il patron della squadra di baseball per cui tifa Hillary Clinton, Tom Ricketts ha finanziato la campagna elettorale di Trump, nettamente sfavorito nella corsa alla Casa Bianca del 2016, riuscendo a capovolgere tutti i sondaggi che davano The Donald sconfitto. Un’altra tacca nel curriculum da vincente di Ricketts.
I tifosi del Milan però faranno bene a non affezionarsi troppo all’immagine del magnate americano uscito allo scoperto venerdì sera con un comunicato stampa che ha sorpreso tutti. Un’uscita pubblica estemporanea che può voler dire due cose: o siamo davvero ad un passo dalle firme, oppure quella della famiglia Ricketts è la classica mossa della disperazione per fare colpo sull’opinione pubblica milanista, mettere fretta a Yonghong Li e recuperare così il terreno perduto nei confronti del famoso Mister X, portato avanti dalla banca d’affari Goldman Sachs e di cui ancora non è stato svelato l’identikit (anche se tutte le tracce portano all'imprenditore italo-americano Rocco Commisso).
Una cosa però ci sentiamo di dirla per rassicurare l’inquieto popolo rossonero: chiunque dovesse essere il nuovo azionista di maggioranza del Milan, rappresenterà un netto e deciso salto di qualità in termini di affidabilità finanziaria, autorevolezza e riconoscibilità patrimoniale rispetto all’attuale proprietà.
Tutto quello che al Milan è mancato negli ultimi 15 mesi. Per chiarimenti ed ulteriori delucidazioni, citofonare Uefa, Route de Genève 46 Nyon.

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