Rocchi spieghi bene la "rovesciata". Leao e l'utilità di restare italiano. Rebic può diventare indispensabile

29.09.2022 00:00 di Franco Ordine   vedi letture
Rocchi spieghi bene la "rovesciata". Leao e l'utilità di restare italiano. Rebic può diventare indispensabile
MilanNews.it

Alla prima del docu-film “Stavamo bene insieme “ una curiosa assenza: tra i tanti protagonisti mancavano all’appello Paolo Maldini e i rappresentanti del club rossonero. Inspiegabile e misterioso.

C’è un passaggio dell’intervento di Rocchi, designatore della Can di serie A e B, che merita una riflessione. Ed è la seguente. Il capo dei fischietti italiani ha espresso un particolare riconoscimento, postumo, ai calciatori del Milan per il loro comportamento durante Milan-Spezia quando l’arbitro Serra fischiò con un attimo d’anticipo togliendo di fatto il gol del 2 a 1 a Messias, capovolgendo il risultato di quella partita. “Quella foto che spiega la comprensione dei calciatori per l’arbitro è molto significativa” il commento. Bene, anzi benissimo. Perché così dovrebbero fare in tanti. Allo stesso modo, con identica franchezza, Rocchi dovrebbe spiegare la differente, recente applicazione della regola del gioco pericoloso tra Fabbri a Genova in Samp-Milan (secondo cartellino giallo per Leao che salterà poi Milan-Napoli) e Doveri in Salernitana-Lecce che invece fischia soltanto il fallo sulla rovesciata di Mazzocchi senza estrarre il cartellino. Anche tra i moviolisti, tutti ex arbitri di rango, è in atto un curioso dibattito segno che sull’argomento non esiste un orientamento unico. E si sa che le diverse decisioni possono solo alimentare sospetti e polemiche. I calciatori passati dietro la telecamera sono dell’avviso che una rovesciata non può provocare fallo e cartellino giallo. A quel punto tanto vale allora abolirla e metterla “fuori legge”. E in vece la rovesciata è un gesto tecnico eccezionale che va salvaguardato.

Il tormentone Leao. Durante la sosta sono intervenuti anche i media portoghesi ad alimentare la telenovela Leao. “A Bola”, che è un quotidiano sportivo molto vicino ai club di quel Paese e nel nostro caso allo Sporting di Lisbona, ha parlato di due incontri tra emissari del Milan e del club portoghese per discutere della famosa multa da sedici e rotti milioni decisa dal Tas di Losanna nei confronti del calciatore rossonero per aver abbandonato lo Sporting dirigendosi verso il Lille dopo l’invasione cruenta dei tifosi ultrà nel centro di allenamento. In quella occasione furono 8 i calciatori “fuggiti” per paura delle violenze, solo nei confronti di Leao lo Sporting ha proceduto perché è stato l’unico che ha raggiunto lo status di calciatore professionista. Anche questo dato dovrebbe suggerire qualcosa alla Fifa, per esempio. Secondo punto: Maldini ha negato una intrusione nella vicenda. “Noi non c’entriamo” ha ripetuto. A chi scrive risulta di un tentativo di mediazione da parte di un legale: che si muovesse per conto di casa Milan o invece per conto del calciatore portoghese non è dato sapere. Quel che si sia è che Leao è fortemente condizionato da questa vicenda e che restando in Italia, con lo status di dipendente, al massimo ogni anno può restituire allo Sporting il quinto del proprio stipendio e non l’intera cifra, cosa che sarebbe automatica se passasse sotto un’altra nazione con diversa legislazione. L’importante, per chiudere l’argomento, è decidere in tempi non lunghi, prima della fine dell’anno, cosa ne sarà di Leao e del suo futuro nel Milan.

Aaaa cercasi centravanti. Con Cardinale e l’aumento probabile dei proventi, il Milan può pensare con largo anticipo alla scelta di un centravanti per la stagione 23-24. Adesso è indispensabile, prima che ritorni Ibra, il recupero di Rebic.