Senza Rabiot guai in vista. La differenza tra fischi e cori. Il petto è di Doveri non di Ricci

Senza Rabiot guai in vista. La differenza tra fischi e cori. Il petto è di Doveri non di RicciMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Franco Ordine

Sarà un caso ma nelle due partite perse dal Milan in questa stagione (con la Cremonese all’esordio del torneo e con il Parma di recente) era assente Rabiot. La prima volta perché si trovava ancora a Marsiglia e la seconda volta per squalifica determinata dal doppio giallo con rosso a Pisa (arbitro Fabbri) che gli è costato la squalifica col Parma e la conferma della diffida in forza della quale, dopo il giallo subito nel derby, è scattata una seconda squalifica. 

Se dovesse ripetersi la terza sconfitta per il Milan allora i famosi tre indizi varrebbero come prova regina: Rabiot è importante quale elemento equilibratore per il Milan quanto Maignan e Modric, i tre insostituibili della compagnia. A questo punto, non avendo a disposizione Loftus Cheek fuori per via di quel colpo ricevuto dal portiere del Parma che gli ha cambiato i connotati del viso, non so quale soluzione sarà adottata. Quella del doppio play (Jashari) vista col Parma non mi ha molto convinto ma non ho la pretesa di ergermi a tecnico della materia. Dico solo che per via di questa assenza si complica il viaggio all’Olimpico dove si è registrata una bella novità. La curva laziale ha deciso di sospendere lo sciopero del tifo e di presentarsi all’Olimpico per sostenere la Lazio contro il Milan ricevendo a stretto giro di commento l’approvazione del presidente del Senato Ignazio La Russa. Non c’è nessun giallo da svelare: è la conseguenza del noto gemellaggio tra le tifoserie che indussero in passato quella laziale a reclamare con uno striscione famoso (“scansamose”) la solidarietà con i neroazzurri. Si consolino quelli destinati a rimanere a casa perché DAZN ha deciso di offrire gratis la partita! 

FISCHI SI, CORI NO- Mi è toccato spiegare, sui social, a molti tifosi indispettiti dall’ammenda di 8 mila euro al Milan, la motivazione autentica scritta dal giudice sportivo dopo il derby. Mi hanno chiesto: perché i fischi a Bastoni di Lecce prima e poi quelli di Como non sono stati sanzionati? La risposta è la seguente: perché nel referto arbitrale di Doveri e immagino anche degli ispettori della procura federale, è stata data notizia dei “cori insultanti” rivolti a Bastoni e Barella più l’utilizzo di un raggio laser. Quindi se ne deduce che l’esercizio dei semplici fischi è consentito in forza del famoso slogan “libero fischio in libero stadio”. Non ricordo i precedenti in materia ma sottolineo una realtà: se nel referto e/o nella relazione post-partita vengono citati episodi, il giudice sportivo che è un notaio, applica le relative sanzioni. Senza sconti per nessuno.

IL PETTO DI DUMFRIES- La pubblicazione dell’audio tra arbitro e var di Milan-Inter ha provocato la solita dose di superficialità. Che è giustificata sui social, tra tifoserie opposte, molto meno quando viene tradita da esperti della materia. Nell’audio in questione si sente ripetere due volte “petto, petto” ed è la voce di Doveri il quale è come se facesse la radiocronaca dell’azione in collegamento con la sala var ed è in perfetto tempismo con il tocco di petto proprio di Dumfries. Attribuire il “petto” al tocco di Ricci fa parte del circo dei social dove sono arrivati al punto di invocare la regolarità del gol di Carlos Augusto (pallone deviato con il braccio).