Società, allenatore, mercato: temi tra liberi pensatori e aziendalisti servi

Società, allenatore, mercato: temi tra liberi pensatori e aziendalisti serviMilanNews.it
venerdì 31 maggio 2024, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Il mondo rossonero è in subbuglio. Un'epoca è finita, allontanando in 12 mesi due dirigenti (Maldini e Massara) e l'allenatore (Pioli) che avevano costruito il percorso di rinascita, riportando il Milan ai vertici della serie A e stabilmente in Europa. Oggi le incognite sono molte agli occhi dei tifosi, al punto di offuscare alcune certezze che pure esistono eccome. Vorrei partire proprio da queste. 

La squadra non è mai stata vicina a conquistare un trofeo dopo lo scudetto del 2022, è vero, ma ha un'ossatura di livello che le ha consentito di mettersi alle spalle 18 squadre in Italia: un secondo posto non è mai casuale. Va completata ed equilibrata sia la formazione titolare che la rosa, perché - per esempio - i 49 gol subiti (a fronte dei 76 realizzati) collocano la difesa al 12. posto. Deve trovare continuità, nei 90' di una partita e nelle strisce consecutive. Deve alzare il livello mentale, di applicazione e abnegazione. Sul mercato vengono spese decine di milioni cash ogni stagione, gli arrivi nell'estate 2023 da parte della vituperata area sportiva sono stati tutti positivi, a livello individuale: Rejinders, Pulisic, Chukwueze, Loftus Cheek, Okafor, lo stesso Jovic (miglior realizzatore dalla panchina di tutto il campionato), chi più chi un po' meno hanno avuto comunque una resa sufficiente, in qualche caso eccellente. Lo stesso Musah nel finale ha dato segnali di crescita incoraggianti. La società è solida, solvente, pronta a investire: non tutti in questo momento possono contare su questa certezza.

La scelta dell'allenatore era primaria agli occhi di tutti per certificare la crescita un progetto. La suggestione, ma non solo quella, portava ai nomi di Motta, Conte e casomai De Zerbi. La scelta sta ricadendo su Fonseca che ha profilo e palmares diversi (in Italia) rispetto agli altri, sebbene il suo lavoro in Portogallo, in Francia e a Donetsk abbia portato gioco e risultati. Una scelta che non entusiasma e non convince i tifosi e molti opinionisti, qualcuno in maniera molto tranchant. 

Qui entra in gioco il pensiero, la sensazione che ciascuno di noi vive ed esprime in maniera naturalmente personale. La maggioranza rumorosa ha già ripudiato Fonseca, ma esiste una minoranza disposta ad attendere il mercato e il lavoro del tecnico. Mi interrogo tra il bivio di concedere una chance e quindi supportarlo, assecondarlo, aspettarlo - perché chiunque avrebbe comunque bisogno di tempo - o bocciarlo da subito. A prescindere. Ed ecco l'etichetta, il marchio a fuoco che divide chi ama e racconta il Milan: da una parte aziendalisti lecchini e asserviti, dall'altra liberi pensatori che hanno facoltà di scagliarsi contro tutto e tutti, di creare hashtag out a profusione. 

L'aziendalista è un muto scemo che obbedisce sempre? E' uno che dice la propria e poi comunque accetta le decisioni? No, affatto. L'alternativa è mandare a quel paese il capo e dimettersi. Di norma però è la macchinetta del caffè il luogo delle rivoluzioni aziendali, degli insulti e delle prese in giro dl capo, salvo poi tornare alla scrivania e pensare al proprio lavoro. 

A me dell'etichetta importa assai poco. Penso al 27% delle società professionistiche italiane oggi di proprietà straniera, che gestiscono con strategie e filosofie assai diverse da quelle nostrane, lo sport come in generale la vita di azienda. Penso al Chelsea che spende spande compra... cambia allenatori in continuazione, prende Maresca adesso, galleggiando in un'anomia mediocrità da tempo, nonostante tutto. Penso al Liverpool che - dopo Klopp - prende Arne Slot dal Feyenoord. Penso al Barcellona che salta da Xavi a Flick. Penso a Ten Hag preso a pedate dallo United. Al Bayern che ha incassato una mezza dozzina di rifiuti (!) e adesso ripiega su Kompany. Certo, penso anche al Napoli che prende Antonio Conte e aspetto di vedere come funzionerà il binomio con AdL. Oppure penso che quando la Juventus ingaggiò la prima volta Allegri esonerato dal Milan, l'auto di Andrea Agnelli fu presa a sputi e calci dai tifosi bianconeri, ignari che avrebbe vinto 11 trofei (tra cui 5 scudetti) e raggiunto 2 finali di Champions dopo decenni di astinenza. Penso che 3 anni fa quando a Roma sbarcarono Sarri e Mourinho, spernacchiarono le milanesi che avevano Inzaghi e Pioli... E penso anche a Inzaghi che poco più di un anno fa non volevano più né i tifosi nerazzurri né qualcuno in società. Penso alle vedove pentite dello stesso Pioli, ne ho viste molte in questi giorni.

Fa niente se penserei, scriverei e direi queste cose anche se non fossi a MilanTv. Sono un aziendalista marchiato a fuoco, la mia coscienza pulita e l'onestà intellettuale servono a poco, perlomeno sui social. Anche io da tifoso avrei preferito Motta o lo stesso Conte, anche qualcuno in società li avrebbe preferiti, ma la discussione ha portato altrove e io ora, però, non sparo alla quaglia. Attendo. Attendo soprattutto di vedere cosa accadrà sul mercato, per vedere quale squadra l'allenatore avrà a disposizione. 

Ho aperto milancommunity.com per dare parola e voce ai tifosi, tifosi qualunque o rappresentanti di club, per confrontarmi, per discutere, per parlare. Mi hanno già rinfacciato di cavalcare il loro malumore, fa niente se il progetto è nato un anno fa e speravamo di inaugurarlo con una Europa League in bacheca e senza perdere l'ennesimo derby...: all'improvviso l'obiettivo (gratuito) di una piattaforma aperta a tutti diventa comunque crogiolarsi sui veleni. Aziendalista del club e aziendalista dei tifosi. Un bel record.

Continuo a vivere e raccontare il Milan con amore, con passione, con l'ottimismo che mi è naturale: spero che il nuovo allenatore e la nuova squadra facciano bene e vincano. Per criticare, discutere, c'è sempre modo e tempo: resterà comunque la barricata tra lecchini aziendalisti ed eroi della libertà, il che non mi impedirà mai di dire e scrivere quello che penso. 

(P.S. Chiudo con un’interessante riproposizione dello studio Benchmark da parte di MilanNews e I Casciavit, anche se so che interesserà a pochi). 

https://icasciavit.com/2024/05/30/football-benchmark-milan-in-crescita-enorme/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR0_VFbZuJTpbetP7HMIUoK7dHH9tTwn1GcWHosphiYzcI31DbVS8DTvqcQ_aem_ASUW8pRpoojH-GSWeb76MXWnnAD6Qly2aKWJ4WmCjZMsaYREoznqgwCqsCI7b9agONuiK_s8VaT_V8xiba2DxPAz

https://m.milannews.it/news/nelle-ultime-ultime-tre-stagioni-il-milan-e-stato-il-club-italiano-ad-avere-investito-di-piu-per-rinforzare-la-rosa-191-1-milioni-al-netto-di-cessioni-537207