Solo il Milan, ma davvero solo il Milan
No, anche qui no. Di fare le aspiranti cartomanti sul versato sì o versato no, non ne abbiamo nessuna intenzione. Di scrutare il cielo da aspiranti veggenti su se e su quando arriverà eventualmente il momento di Elliott, nemmeno. A due giorni dalla palla che torna a scorrere, vogliamo e dobbiamo pensare solo ai nostri ragazzi. A Romagnoli che ha scelto e prolungato, a Cutrone che va per la prima volta in ritiro a Milanello da talento ai primi passi della propria consacrazione, al capitano che si presenta e ci mette la faccia, ai tre nuovi che oggi sembrano Amelia, Yepes e Papastathopoulos e domani chissà. Vogliamo pensare solo a tutti i nostri giovani che hanno un anno in più, a Chalanoglu e agli altri che finalmente cambiano schermo. Davanti a loro non più i display ansiogeni con le aspiranti notizie delle Sibille Cumane e degli insider trifolati (ormai sono come i funghi), ma gli occhi profondi di Rino Gattuso. Che metterà i suoi spilli negli occhi addosso a tutto il suo gruppo, nessuno escluso. Ognuno di questi ragazzi dovrà avereun compagno in squadra in più, da lunedì in poi: la dignità. Che non si compra o non si vende. Ma che si crea e non si distrugge, se c'è, se la si cerca, se la si vive, se la si trova nell'orgoglio, negli atteggiamenti, nelle parole, nelle espressioni, nei comportamenti. Il Milan non è lo solo lo specchietto degli acquisti o delle cessioni. Il Milan non è solo un Iban o un bonifico viaggiante. Il Milan è molto di più. Attorno al Milan, lontano da Milanello, in molti anfratti e in molti angoli, c'è chi pensa che sia tutto sbagliato, che i giocatori non valgono, che Rino Gattuso possa fare molto bene ma fino ad un certo punto, che sia tutto in rovina. Bene, è proprio questo il momento. Di prendere in mano uno specchio e guardarsi dentro. E fare la stessa cosa negli occhi del compagno, da una pupilla all'altra e ritorno. Certo che il mare del Milan è in tempesta, ma è proprio questo il momento in cui, per spirito, fate voi di cosa, bisogna continuare la navigazione con fiducia.
La navigazione del Milan, l'unica cosa che conta, oggi e sempre. Proprio quello che ha voluto dire l'amministratore delegato del Milan lunedì scorso a Milan TV. Falso storico che abbia detto di non sapere da dove vengono i soldi, acclarato invece che abbia affermato che i soldi dell'aumento di capitale sono soldi per il Milan. Con al centro il funzionamento del Milan. E' quasi fatale e forse fisiologico che, nei loro momenti societari più convulsi, i grandi club producano attorno a loro strani mostriciattoli. Che capiscono Roma per Toma e che fanno di Toma una bandiera. Versamento o non versamento, il Milan recupererà. E lo farà ripartendo dal suo allenatore, rispetto al quale nessuno deve permettersi di fare il delatore. Nè a gratis nè a pagamento. E lo farà nonostante Thiago Silva sia diventato il compagno di squadra, a Parigi, di Gigi Buffon, ironia della sorte, pochi giorni dopo la rottura del silenzio sulla partita del febbraio 2012. La partita che ha cambiato la Storia (addizionali, goal line technology, Var, tutti i discendenti di Muntari) ma non la Solfa. Quella raccontata da Tagliavento. Molto più incline agli abbracci a fine partita che a fare i conti con la Storia coraggio alla mano, ma anche con coraggio nelle parole e nelle ricostruzioni. Dal 9 al 19 il tratto di strada che aspetta il Milan merita che non si sbraiti e non si soffra di caldane, ma che ci si stringa attorno al Vecchio Cuore rossonero. Perchè il 9 tornano i nostri ragazzi e il 19, poche ore prima del teatrino dell'udienza e delle arringhe, il Tas avrà probabilmente già deciso. E se a Milanello ci sarà la dignità giusta e se nel mondo rossonero sarà davvero al potere la dignità e non la verbosità, potrebbe accadere di tutto. Anche che l'Europa della politica lasci il posto all'Europa del campo. Forza. E non per modo di dire.

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