Soluzioni e idee senza Leao. Il Napoli è la vera rivale. Una Champions da laureandi. Arbitri e VAR, un sistema comodo per molti

16.09.2022 00:00 di Luca Serafini Twitter:    vedi letture
Soluzioni e idee senza Leao. Il Napoli è la vera rivale. Una Champions da laureandi. Arbitri e VAR, un sistema comodo per molti
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Servirà un’idea, se non proprio un’invenzione. L’assenza di Leao sommata a quella di Rebic impone una scelta intelligente per riassettare la squadra, mantenendo filosofia, atteggiamento ma soprattutto equilibrio. Un terzo giocatore con le caratteristiche dei due indisponibili, in rosa non c’è. Quindi dovrà esserne adattato uno (Krunic? Saelemakers?) con un accennato ritocco del modulo, oppure cambiare proprio il sistema. Io non credo che - nella prima vera, grande sfida scudetto - Pioli voglia sperimentare. Non credo voglia tentare. L’idea dei 3 centrali difensivi è forte e chiara nella sua concezione: Calabria e Theo più alti, centrocampo con Bennacer, Tonali e Pobega, Diaz o DeKetelaere intorno a Giroud. Suggestiva, ha un senso, ma non c’è tempo, non c’è collaudo, non c’è spazio per suggestioni. 

Propendo quindi per la prima ipotesi, cioè che Pioli voglia affidarsi a modulo e giocatori affidabili, chiedendo loro mansioni e compiti magari leggermente diversi dal solito. Senza scombussolare del tutto l’impianto. 

Anche l’assenza di Origi è penalizzante in questo senso. Costringe probabilmente Dek alla panchina, essendo l’unico attaccante in più a disposizione. A meno di non volerlo eventualmente spostare in corsa. Insomma varianti e alternative ce ne sono, serve una pacata inventiva e su questo tema Pioli (con il suo staff) danno grande fiducia. 

Le prime giornate della stagione in serie A e in Champions hanno detto che i ricambi sono all’altezza, compresi Adli, Vranckx e Dest in attesa di Thiaw. Pobega e Kjaer sono titolari nel dna. Il Napoli è - a mio avviso - il club con la rosa qualitativamente più profonda e ricca del campionato, ha una concezione di gioco molto aperta, ha uomini di grande valore in campo e in panchina. Sarà una bella sfida: senza fuorigioco geografici, avrà un esito diverso dallo scorso anno. 

Sulla scia dell’esperienza maturata un anno fa, la Champions ripete indicazioni conosciute pur avendo preso tutt’altra piega. Il Chelsea, ad esempio, ha già lasciato 5 punti tra Dinamo e Salisburgo. I risultati anche di altri gironi danno conferma sulle difficoltà nel dare per scontate partite che sembrano chiuse, blindate dal pronostico. I rossoneri sono stati bravi nell’atteggiamento, nell’interpretazione (lettura) e soprattutto nella pazienza. Sul ring devi saper colpire, ma anche incassare e questo i ragazzi di Pioli lo sanno fare fin troppo bene. 

Mi auguro fortemente che il campionato si scrolli di dosso errori (sciagurati) e veleni degli ultimi tempi, così come in Europa non capiti più di imbattersi in sorprese sconcertanti come lo scorso anno (contro Porto e Atletico): il sistema non funziona come dovrebbe, ma c’è un limite alla tolleranza. Anche in un Paese come il nostro dove “quel sistema” è spesso molto comodo come alibi, nel calcio è nella vita di tutti giorni.