Squadra, società e mercato: il Milan a caccia di certezze
Non sono bastate sette nitide palle gol collezionate dai rossoneri nella ripresa - dopo una prima frazione di gioco giocata benissimo dall’Atalanta eppure conclusa con un palo clamoroso di Luca Antonelli - per sconfiggere la resistenza dei nerazzurri di Gasperini.
Un vero peccato perchè, come aveva anticipato Vincenzo Montella subito dopo la sconfitta all’Olimpico contro la Roma, vincere stasera avrebbe consentito ai rossoneri di chiudere in bellezza l’anno solare in campionato (per la Supercoppa contro la Juventus dovremo attendere ancora qualche giorno) e soprattutto mettere 7 punti di distanza tra il Milan e il settimo posto. Adesso invece il rischio di vedere allontanare le dirette antagoniste per un posto in Europa è concreto, complice anche il prossimo turno che i ragazzi di Montella recupereranno a febbraio.
La novità è che questo Milan cresce settimana dopo settimana, inizia ad acquisire una sua fisionomia tecnico-tattica ben definita e ormai può contare su certezze importanti: la solidità difensiva, l’organizzazione di gioco, la creatività di Suso e Bonaventura, la garra di Lapadula, la classe di Romagnoli, la ritrovata sicurezza di Abate, il peso di Kucka, la freschezza di Pasalic, la spinta di Antonelli e potremmo continuare. Contro l’Atalanta, come già successo lunedì sera a Roma al cospetto dei giallorossi di Spalletti, il Milan raccoglie più complimenti che punti, a conferma che la teoria sulla fortuna rossonera può e deve essere riposta definitivamente in soffitta.
Intanto, mentre continua a tenere banco la questione della cessione Milan, tra i tanti nomi di aziende che potrebbero far parte della cordata cinese e Sino-Europe Sports che invece annuncia la lista completa al momento del closing, in via Aldo Rossi si pensa anche al mercato. La squadra di Montella avrebbe bisogno di almeno un paio di innesti importanti per tentare la scalata all’Europa e invece…se non esce nessuno non entra nessuno. Ora che i tifosi del Milan speravano di non essere più costretti a sentire lo stucchevole mantra degli ultimi anni, lo spettro di un altro mercato di luoghi comuni, frasi fatte, slogan triti e ritriti e soprattutto mancanza di denari torna a fare prepotentemente capolino.
Che a gennaio sarà impossibile fare qualsiasi tipo di operazione senza l’avallo dei futuri proprietari cinesi è ormai assodato. Così come è scontato l’altro aspetto forse ancora più inquietante: accanto alla voce budget per gli acquisti campeggia uno 0 gigante, a conferma che anche per la prossima sessione di mercato sarà il caso di non farsi soverchie illusioni. E allora l’unica speranza è che il prode Galliani riesca nell’impresa di fare quello che gli è sempre riuscito quasi impossibile in un trentennale di Milan: cedere a prezzi dignitosi i calciatori rossoneri in esubero. Un’operazione di smaltimento che dovrebbe riguardare i vari Rodrigo Ely, Vangioni e Keisuke Honda (quest’ultimo in scadenza di contratto), dai quali però è impensabile sperare di incassare qualcosa, ma soprattutto Bacca e/o Luiz Adriano, loro si in grado di far entrare un po’ di milioni in cassa.
Per quanto riguarda l’attaccante colombiano non passa giorno senza che Adriano Galliani dispensi parole rassicuranti sulla sua permanenza, ma la sensazione è che da qui al 31 gennaio tutto sia ancora possibile. Ci sono le lusinghe di Paris Saint Germain e Arsenal, ma soprattutto c’è il possibile ritorno di fiamma del Siviglia. Secondo radio mercato il club andaluso sarebbe pronto a presentare al Milan un’offerta da circa 24 milioni di euro, che in via Aldo Rossi non sarebbe sgradita.
Più complessa la situazione legata a Luiz Adriano. In primis a causa della qualità imbarazzante delle sue ultime prestazioni (per sperare di cederlo a gennaio forse sarebbe addirittura il caso di non farlo più giocare e celare agli occhi del mondo la sua attuale condizione) ma anche - a quanto pare - per la poca voglia dell’ex Shakhtar Donetsk di lasciare Milano. Negli ultimi giorni si è parlato dell’interessamento di Porto, Sporting Lisbona, Spartak Mosca e perfino di qualche club cinese. Eppure Luiz Adriano pare dubbioso, indeciso se accettare o rispedire al mittente ogni proposta d’acquisto proveniente dall’estero. D’altronde, vicinissimo alla trentina e con un contratto in mano da quasi 3,5 milioni di euro netti l’anno, garantiti fino a giugno 2020 per godersi una placida vecchiaia calcistica tra panchina e tribuna, come dargli torto?
Il problema al Milan è sempre il solito: non è colpa dei calciatori che - comprensibilmente - non vogliono rinunciare al “buen retiro” rossonero, ma di chi da anni a questa parte continua ad offrire contratti milionari a giocatori dal discutibile talento che poi a Milanello mettono le tende. Per fortuna, closing permettendo, questo brutto andazzo in via Aldo Rossi sta finalmente per finire.

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