Theo-Chiesa. Pioli-Pirlo: questione di stili. Così va il mercato

09.01.2021 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Theo-Chiesa. Pioli-Pirlo: questione di stili. Così va il mercato

Il Milan ha tirato 18 volte verso la porta della Juventus: contro i bianconeri nessuno aveva tirato in porta così tanto nel campionato italiano. Altrochè comandare. Dopo Chiesa, nelle pagelle del giorno dopo, Szczesny è stato il migliore in campo della Juventus. Altrochè comandare. Il Milan ha perso la partita perchè ha subìto il secondo gol in un momento del secondo tempo in cui era più propositivo, come conferma l'occasione di Dalot e la palla non finalizzata da Leao nell'area avversaria da cui è partita l'azione del raddoppio di Chiesa. Altrochè comandare. Il Milan ha perso la partita perchè nel duello fra Theo Hernandez e Chiesa l'altro è stato più bravo. Altrochè comandare. Theo è stato decisivo a favore del Milan a dicembre contro Sampdoria, Parma, Sassuolo e Lazio, mentre contro la Juventus ha perso il duello decisivo. Peccato, ma ci può stare, va accettato. Ma nessuno ha comandato nessuno, se è vero come è vero che i giovani del Milan hanno tenuto testa per due terzi di partita a quella che potrebbe tranquillamente essere una formazione titolare della Juventus. A luglio, la formazione titolare l'aveva il Milan e il Milan ha vinto 4-2 senza discussioni.

Non vi saranno sfuggiti i diversi stili nel post-partita. Posto che, non so cosa sia successo nello specifico a San Siro su un fronte come sull'altro, ma tendenzialmente, di norma, se parlare o non parlare di arbitri in Serie A emerge solitamente dal confronto fra dirigenti e allenatori prima di andare davanti alle telecamere. Bene, avrete notato come Pirlo ha sottolineato con la penna bianca e con la penna nera che ci fosse un fallo di Calhanoglu su Rabiot sul gol del Milan, mentre Pioli non ha detto una parola sul clamoroso secondo giallo a Bentancur e sul rigore di Rabiot su Brahim Diaz. Scelte diverse, stili diversi. A ciascuno il suo. Avrete notato anche, come in stile Catania-Juventus dell'ottobre 2012 (Pirlo era presente anche in quel caso, "gol annullato dalla panchina della Juve" cit. Pulvirenti), l'arbitro Irrati sia stato circondato nell'intervallo da tecnico e giocatori bianconeri. In quel caso, nel massimo rispetto per Irrati che negli ultimi tempi ha lavorato e bene soprattutto al Var, in quel momento sarebbe forse stata più necessaria la personalità e la gestualità di Orsato. Ma Orsato per Milan-Juve non è stato designato come arbitro, bensì come Var. Capita, massimo rispetto e andiamo avanti. Senza nessun problema.

I tifosi del Milan hanno una gran voglia di mercato. E non manca chi la vellica. E' giusto, umano e comprensibile voler vedere la propria squadra rinforzata in una situazione di grave emergenza infortuni. Ma il calcio è uno sport in bilico, ragazzi. La vera, grande, emergenza è economica. Ricavi ridotti al lumicino, stadi vuoti, bilanci che piangono lacrime copiose. Sacrosanto che i tifosi chiedano innesti, sacrosanto che le società al collasso facciano bene i loro conti. In ogni caso, anche se non mancherà chi sosterrà il contrario, sul giovane del Tolosa, il centrocampista Konè, il Milan non è stato beffato da nessuno. Il ragazzo piaceva e il Milan lo ha seguito. Ma è sempre stato il Milan, dopo approfondimenti e valutazioni, ad abbandonare la pista. Lo sa anche un pargolo che può assomigliare alla storia della volpe e dell'uva. Ma non mi interessa che presti il fianco alle battute, è andata così. Esattamente così. Avanti sul mercato, sperando di sfruttare l'occasione giusta, o perchè no le occasioni giuste.