Un derby durato 5 secondi. Le traveggole di Massimo Mauro. I progetti di Cardinale

Un derby durato 5 secondi. Le traveggole di Massimo Mauro. I progetti di CardinaleMilanNews.it
Oggi alle 00:01Editoriale
di Luca Serafini

Nessuna analisi tattica, nessuna rivisitazione tecnica (per esempio dell’azione con cui il Milan ha segnato e quella delle occasioni di Mkhtaryan), nessun approfondimento sul motivo per un l’Inter non vince uno scontro diretto e anche a pagarlo, se non 11 contro 10, o i rossoneri disperdano punti al vento con le squadre più deboli. Niente di niente: solo il braccio di Ricci, vivisezionato faziosamente da una sponda e dall’altra a seconda della sciarpa, dell’azienda, in barba al regolamento e a tutto il resto. Dell’accerchiamento di Doveri a fine partita non ha parlato nessuno. 

Massimo Mauro, per dire, è stato l’emblema di questo scempio culturale mistificando la cronaca: si è dimenticato delle occasioni di Modric, Saelemakers, Fofana, Leao (2) sostenendo che il Milan non abbia fatto niente di più dell’Inter. Che di occasioni, per la cronaca, ne ha avute solo 2: quelle appunto di Mkhtaryan e Dimarco da errore enorme di Estupinian. Punto. 

Fa niente. La storia racconta che il Milan abbia vinto 5 degli ultimi 7 derby contro la corazzata e 2 li abbia pareggiati. A -7 c’è poco da fare i ganassa, ma numeri e statistiche parlano di una differenza non così ampia. Il miracolo sta nei punti del Milan, non nel primato dell’Inter: per questo certa stampa sta cercando di impacchettare Allegri verso Madrid e Modric verso l’addio. Balle sesquipedali, alle quali ogni tanto si potrebbe anche replicare con comunicati ufficiali o dichiarazioni. 

Adesso che la qualificazione in Champions è più vicina, si cominciamo a fare i conticini sul mercato. Solita miopia italiana: non è questione di soldi, ma di lungimiranza. Di visione. Bisogna prenderne 2/3 forti, bravi, acclarati. Punto. Possono costare meno di 5/6/7 scommesse. Lasciate fare Tare, Tare e solo lui. In sintonia con Allegri. Cardinale e gli altri facessero il loro: marketing, biglietteria, basket, stadio. Al mercato budget e pieni poteri a Tare, altrimenti si ricomincia di capo. E invece di spargere notizie di telefonate irritate all’AIA, mai avvenute, sarebbe meglio prendere posizione pubbliche.